Ecografie

Ecografie a Milano

Elenco delle Ecografie prenotabili presso il Poliambulatorio Centro Medico Italiano di Milano in via Desenzano 14. Fermata Metropolitana Rossa M1 Gambara o Bande Nere.
PER PRENOTARE: Cliccare sulla prestazione scelta, selezionare il giorno e l'orario desiderato e cliccare sul tasto prenota. In 2 click, senza carta di credito e senza attese, avrai prenotato la visita medica richiesta. Per qualsiasi informazioni contattare lo 0245491406.

 

Preparazione: Presentarsi a digiuno nelle 4/6 ore precedenti l'esame e con la vescica piena.

L’ecografia addominale è un metodo di diagnosi non invasivo che consente di valutare la situazione di tutti gli organi e dei vasi sanguigni della zona addominale. Tramite l’invio di specifiche immagini, infatti, è possibile valutare lo stato di salute di alcuni organi della parte addominale, comprese la forma, la struttura e le dimensioni delle varie parti. Con l’integrazione del Doppler, inoltre, si possono ottenere maggiori informazioni (tramite indicatori sonori o visivi aggiuntivi) riguardo la circolazione interna ai vasi sanguigni.

Dall’ecografia addome completo, si possono distinguere:

l’ecografia addominale superiore, che interessa organi quali: il fegato, la milza, il pancreas, la colecisti, le vie biliari, i reni, i surreni e i linfonodi di quell’area;
l’ecografia addominale inferiore, che interessa vescica, utero, prostata e annessi.
Quando ci si appresta a ricorrere a questo esame, è fondamentale distinguere tra gli ultrasuoni della sonda per l’ecografia, completamente innocui, dalle radiazioni impiegate durante una radiografia, decisamente più invasive e pericolose.

Come avviene l’ecografia addominale

Per eseguire un’ecografia addome corretta, il medico deve distribuire sulla zona interessata una quantità di gel tale da consentire alla sonda di scorrere agevolmente sulla pelle del paziente e di trasmettere in profondità gli ultrasuoni emessi. Tale sonda invia le immagini ecografiche dell’area interessata, permettendo di eseguire un’attenta diagnosi in modo non invasivo.

Durante questo esame, il paziente si trova sdraiato supino o, eventualmente, in posizione laterale sul lettino dell’ambulatorio.

L’ecografia addome completo dura circa 20-30 minuti e costa abbastanza poco. Generalmente non è dolorosa, salvo qualche caso isolato durante il quale il paziente avverte un leggero fastidio; questo si verifica solo se l’ecografia addominale viene eseguita su un’area già infiammata.

Perché si fa, a che cosa serve e a che cosa non serve l’ecografia addome

Questo tipo di ecografia è utile per analizzare la situazione dei singoli organi dell’area addominale; si rivela, quindi, fondamentale per diagnosticare diverse patologie possibili. Tra queste, tutte le malattie che interessano i singoli organi citati sopra ed altre problematiche, quali: malattie epatiche (come l’epatite o la cirrosi), forme tumorali, cisti, ascessi, alterazioni venose e/o arteriose, modificazioni dello spessore della parete intestinale, così come la presenza di liquido internamente ed esternamente la cavità addominale.

L’ecografia addome risulta invece inutile per valutare le modificazioni della mucosa intestinale. Non viene utilizzata per valutare eventuali problemi o patologie a stomaco, intestino e colon; per questi organi gastro-intestinali si ricorre alla gastroscopia o colonscopia. Nei casi di pazienti particolarmente sovrappeso o con problemi di meteorismo, l’esame può risultare più difficoltoso.

L’esame non presenta controindicazioni e, in casi di necessità, può essere eseguito anche a domicilio.

Come prepararsi all’ecografia addominale

Nel caso in cui si esegua solamente l’ecografia dell’addome inferiore non è necessario seguire una specifica dieta; è importante, però, bere molta acqua naturale nelle due ore precedenti l’esame. La vescica dev’essere moderatamente distesa; sarebbe ottimale, quindi, se il paziente non urinasse nelle ultime 3-5 ore. Nel caso in cui tale sforzo non sia possibile, è consigliato bere qualche bicchiere d’acqua nell’ultima ora prima dell’esame.

Nel caso in cui si ricorra all’ecografia addome completo o all’ecografia dell’addome superiore, invece, oltre alle indicazioni relative all’idratazione, è opportuno seguire altri accorgimenti.

In particolare, è importante:

se ci si sottopone all’esame di mattina, presentarsi a digiuno;
se ci si sottopone all’esame nel pomeriggio, fare una colazione leggera, a base di biscotti secchi, thé, caffè, fette biscottate, evitando tutti i latticini; a pranzo è consigliato un brodo, senza cibi solidi nelle 5/6 ore prima dell’ecografia;
non bisogna sospendere eventuali terapie in corso;
nei giorni precedenti, sarebbe meglio non mangiare frutta e verdura o altri alimenti/bevande che potrebbero aumentare il meteorismo intestinale nel paziente.

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L’ecografia dell’addome inferiore (detta anche ecografia pelvica sovrapubica o ecografia pelvica transaddominale) è un esame diagnostico volto a studiare i principali organidello scavo pelvico (vescica, prostata maschile, genitali interni femminili). Viene talora eseguita in ginecologia in sostituzione o a completamento dell’esame ecografico transvaginale.

L’ecografia dell’addome inferiore viene eseguita con varie motivazioni diagnostiche.

Nei pazienti di sesso maschile è generalmente eseguita dal radiologo o dall’urologo per studiare la vescica, la volumetria prostatica e la capacità di svuotamento vescicale (residuo urinario post-minzionale).

Nelle pazienti di sesso femminile viene eseguita dal ginecologo o dal radiologo generalmente per studiare utero, ovaie ed eventuali masse dello scavo pelvico, in particolare quando lo studio ecografico interno (transvaginale) sia non indicato (per es. nelle adolescenti) o non dirimente.

In casi selezionati possono anche essere studiati il colon, le anse intestinali e l’appendice.

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L'ecografia addome superiore viene richiesta quando è necessario focalizzare l'attenzione su fegato, colecisti, vie biliari, pancreas, milza e reni. Preparazione: digiuno per 4/6 ore precedenti l'esame, presentarsi a vescica piena (bere 1 litro d'acqua 2 ore prima dell'esame e non urinare prima dell'esame).

L'ecografia addome superiore viene, quindi, utilizzata per individuare calcoli nella colecisti o nei reni, lesioni epatiche di tipo benigno e maligno, malattie a carico dei reni, forma e grandezza della milza, malattie a carico del pancreas (pancreatiti, lesioni benigne o maligne).

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Ecografia Ginocchio

L'ecografia al Ginocchio viene effettuata per valutare eventuali lesioni muscolari. L’applicazione principale dell’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea è certamente la ricerca di eventuali interruzioni delle fibre per eventi traumatici (ad es. strappi muscolari, lussazioni, distorsioni) o patologie degenerative (ad es. periartrite scapolo-omerale, le lesioni legamentose della caviglia). Una più recente applicazione dell’ ecografia muscolo-scheletrica è lo studio dei legamenti collaterali e rotulei del ginocchio. Tramite l’esame ecografico è infatti possibile valutare la gravità della lesione ed il suo processo di guarigione. Ulteriore applicazione è lo studio delle articolazioni cosiddette “accessibili” quali spalla, anca, caviglia e ginocchio. Il termine “accessibile” sta a significare che la parte anatomica che vogliamo esaminare è posizionata in modo da consentire alla sonda dell’ecografo di trasmettere in modo ottimale gli ultrasuoni ottenendo come risposta un flusso di dati correttamente interpretabili dall’apparecchiatura ecografica. In questi casi, l’ ecografia muscolo-scheletrica si focalizza sullo studio delle cartilagini e delle componenti sinoviali (le strutture muscolo-tendinee componenti l’articolazione e del tessuto che riveste le superfici articolari). L’esame ecografico può essere impiegato, ad esempio, per la ricerca di conseguenze di traumi articolari, di segni di artrosi delle articolazioni, di tumefazioni delle articolazioni o in caso di malattie reumatiche. In termini di denominazioni più “comuni”, compongono la famiglia dell’ ecografia muscolo-scheletrica: l’ecografia della mano, del polso, del gomito, della spalla, della del ginocchio, della caviglia, della coscia, ecc.


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Ecografia per valutare eventuali lesioni alla spalla (cuffia dei rotatori, sovraspinato, sottospinato)

L’esame ecografico della spalla (o dell’articolazione scapolo-omerale o della cuffia dei rotatori) è un accertamento sempre più richiesto dai medici di base nonché dagli specialisti (Ortopedici e Fisiatri).Grazie alle macchine di ultima generazione , oggi è possibile ottenere immagini dei tendini e dei muscoli componenti la spalla in “altissima risoluzione” con precoce visualizzazione di eventuali lesioni traumatiche e non sui distretti studiati.
L'ecografia alla spalla è molto importante anche per prevenire eventuali ripercussioni più gravi ai legamenti della spalla.


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L’ecografia dell’anca Neonatale è un esame che viene effettuato sui neonati per diagnosticare precocemente i difetti di sviluppo delle articolazioni che potrebbero portare a una displasia dell’anca.

A CHE COSA SERVE L'ECOGRAFIA DELL'ANCA NEONATALE?
L’ecografia delle anche neonatali ci permette di visualizzare i rapporti articolari e la maturità dell’anca neonatale, valutando la morfologia e la crescita sia della cavità acetabolare (parte del bacino a forma di coppa), sia della testa femorale, offrendoci la possibilità di individuare precocemente anomalie come la displasia (alterazione della morfologia dei componenti articolari) e la lussazione (perdita dei fisiologici rapporti articolari con fuoriuscita della testa femorale dalla cavità acetabolare).

A quale età si può eseguire l’ecografia delle anche (neonatale)?
L’ecografia delle anche neonatali fa parte dello screening neonatale ed è consigliata sia ai maschi, sia alle femmine. Va eseguita, solitamente, entro i primi 2/3 mesi di vita, quando le anche non sono ancora particolarmente ossificate, permettendo la diagnosi e il trattamento precoce della displasia evolutiva dell’anca, la quale comprometterebbe la deambulazione futura del neonato.


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Ecografia rivolta ad analizzare problemi muscolo scheletrici degli arti inferiori

L’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea è una tecnica di diagnostica per immagini (o di “imaging”, come dicono gli anglosassoni) in pieno sviluppo e che negli ultimi 10 anni si è sempre più affermata come complemento indispensabile dell’esame radiologico standard (la cosiddetta “lastra”).

Infatti, l’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea consente di rispondere in maniera rapida ed economica alla maggior parte dei quesiti clinici nel campo delle più comuni problematiche muscolo-tendinee ed articolari. Tra l’altro – com’è noto – essendo l’ecografia basata sull’impiego di ultrasuoni e non di raggi “X”, non presenta la controindicazione tipica dell’esame radiologico, ovvero l’assorbimento dei raggi stessi da parte del paziente.


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Ecografia per valutare tutti i traumi della parte superiore del corpo.

Ecografia Muscolo-Scheletrica Pubblicato da : Ilaria Staltari|November 9, 2013 |in: ecografiaOssa e Articolazioni
Ecografia Muscolo-Scheletrica
L’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea è una tecnica di diagnostica per immagini (o di “imaging”, come dicono gli anglosassoni) in pieno sviluppo e che negli ultimi 10 anni si è sempre più affermata come complemento indispensabile dell’esame radiologico standard (la cosiddetta “lastra”).

Infatti, l’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea consente di rispondere in maniera rapida ed economica alla maggior parte dei quesiti clinici nel campo delle più comuni problematiche muscolo-tendinee ed articolari. Tra l’altro – com’è noto – essendo l’ecografia basata sull’impiego di ultrasuoni e non di raggi “X”, non presenta la controindicazione tipica dell’esame radiologico, ovvero l’assorbimento dei raggi stessi da parte del paziente.


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Ecografia cute e sottocute (o dei tessuti molli): una metodica non invasiva che permette di studiare le lesioni della pelle e del tessuto sottocutaneo.

Cosa consente di studiare l’ecografia di cute e sottocute?
Questo tipo di esame trova principalmente le seguenti applicazioni:
Studio dei linfonodi benigni (forme reattivo-infiammatorie);
Stadiazione e controllo delle lesioni neoplastiche (come melanomi, epiteliomi). In questi casi l’ecografia è fondamentale per determinare le dimensioni ed il grado di espansione del tumore in modo tale da poter valutare l’eventuale asportazione chirurgica radicale o la terapia più adeguata;
Identificazione e caratterizzazione di lesioni nodulari cutanee e sottocutanee (alterazioni infiammatorie, lipomi, cisti);
Identificazione e stadiazione di ernie inguino-crurali, ombelicali e/o addominali, scrotali;
Valutazione dello sviluppo in profondità di una tumefazione cutanea o sottocutanea e dei rapporti con strutture profonde e vasi sanguigni. Quest’ultima analisi viene svolta con l’utilizzo della funzione Color-Doppler e consente anche di studiare la vascolarizzazione delle lesioni.

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L'ecografia al collo permette di valutare la morfologia di tutte le strutture superficiali e quindi di evidenziare le principali patologie a carico di linfonodi, tiroide, ghiandole salivari maggiori, muscoli e tessuti superficiali.

L'ecografia al collo risulta utilissima per la diagnosi differenziale di moltissime patologie del collo tra cui le neoformazioni della parotide, le scialoadeniti (infiammazioni delle ghiandole salivari maggiori),le scialolitiasi (calcoli delle ghiandole salivari), tutte le patologie a carico della tiroide, le cisti mediane a laterali del collo,i lipomi del collo, le neoformazioni primitive del collo, le patologie linfonodali di origine infettiva e non.


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Prenotazione Ecografia del Gomito

L'ecografia del Gomito viene effettuata per valutare eventuali lesioni muscolo tendinee. L’applicazione principale dell’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea è certamente la ricerca di eventuali interruzioni delle fibre per eventi traumatici (ad es. strappi muscolari, lussazioni, distorsioni) o patologie degenerative (ad es. periartrite scapolo-omerale, le lesioni legamentose della caviglia). Una più recente applicazione dell’ ecografia muscolo-scheletrica è lo studio dei legamenti collaterali e rotulei del ginocchio. Tramite l’esame ecografico è infatti possibile valutare la gravità della lesione ed il suo processo di guarigione. Ulteriore applicazione è lo studio delle articolazioni cosiddette “accessibili” quali spalla, anca, caviglia e ginocchio. Il termine “accessibile” sta a significare che la parte anatomica che vogliamo esaminare è posizionata in modo da consentire alla sonda dell’ecografo di trasmettere in modo ottimale gli ultrasuoni ottenendo come risposta un flusso di dati correttamente interpretabili dall’apparecchiatura ecografica. In questi casi, l’ ecografia muscolo-scheletrica si focalizza sullo studio delle cartilagini e delle componenti sinoviali (le strutture muscolo-tendinee componenti l’articolazione e del tessuto che riveste le superfici articolari). L’esame ecografico può essere impiegato, ad esempio, per la ricerca di conseguenze di traumi articolari, di segni di artrosi delle articolazioni, di tumefazioni delle articolazioni o in caso di malattie reumatiche. In termini di denominazioni più “comuni”, compongono la famiglia dell’ ecografia muscolo-scheletrica: l’ecografia della mano, del polso, del gomito, della spalla, della del ginocchio, della caviglia, della coscia, ecc.


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Prenotazione ecografia del piede

L'ecografia del Piede serve per valutare eventuali lesioni muscolo tendinee a causa di traumi sportivi e non. L’applicazione principale dell’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea è certamente la ricerca di eventuali interruzioni delle fibre per eventi traumatici (ad es. strappi muscolari, lussazioni, distorsioni) o patologie degenerative (ad es. periartrite scapolo-omerale, le lesioni legamentose della caviglia). Una più recente applicazione dell’ ecografia muscolo-scheletrica è lo studio dei legamenti collaterali e rotulei del ginocchio. Tramite l’esame ecografico è infatti possibile valutare la gravità della lesione ed il suo processo di guarigione. Ulteriore applicazione è lo studio delle articolazioni cosiddette “accessibili” quali spalla, anca, caviglia e ginocchio. Il termine “accessibile” sta a significare che la parte anatomica che vogliamo esaminare è posizionata in modo da consentire alla sonda dell’ecografo di trasmettere in modo ottimale gli ultrasuoni ottenendo come risposta un flusso di dati correttamente interpretabili dall’apparecchiatura ecografica. In questi casi, l’ ecografia muscolo-scheletrica si focalizza sullo studio delle cartilagini e delle componenti sinoviali (le strutture muscolo-tendinee componenti l’articolazione e del tessuto che riveste le superfici articolari). L’esame ecografico può essere impiegato, ad esempio, per la ricerca di conseguenze di traumi articolari, di segni di artrosi delle articolazioni, di tumefazioni delle articolazioni o in caso di malattie reumatiche. In termini di denominazioni più “comuni”, compongono la famiglia dell’ ecografia muscolo-scheletrica: l’ecografia della mano, del polso, del gomito, della spalla, della del ginocchio, della caviglia, della coscia, ecc.


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Prenotazione Ecografia alla Caviglia

L'ecografia della caviglia viene svolta per valutare eventuali lesioni dovute a distorsioni o traumi articolari. L’applicazione principale dell’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea è certamente la ricerca di eventuali interruzioni delle fibre per eventi traumatici (ad es. strappi muscolari, lussazioni, distorsioni) o patologie degenerative (ad es. periartrite scapolo-omerale, le lesioni legamentose della caviglia). Una più recente applicazione dell’ ecografia muscolo-scheletrica è lo studio dei legamenti collaterali e rotulei del ginocchio. Tramite l’esame ecografico è infatti possibile valutare la gravità della lesione ed il suo processo di guarigione. Ulteriore applicazione è lo studio delle articolazioni cosiddette “accessibili” quali spalla, anca, caviglia e ginocchio. Il termine “accessibile” sta a significare che la parte anatomica che vogliamo esaminare è posizionata in modo da consentire alla sonda dell’ecografo di trasmettere in modo ottimale gli ultrasuoni ottenendo come risposta un flusso di dati correttamente interpretabili dall’apparecchiatura ecografica. In questi casi, l’ ecografia muscolo-scheletrica si focalizza sullo studio delle cartilagini e delle componenti sinoviali (le strutture muscolo-tendinee componenti l’articolazione e del tessuto che riveste le superfici articolari). L’esame ecografico può essere impiegato, ad esempio, per la ricerca di conseguenze di traumi articolari, di segni di artrosi delle articolazioni, di tumefazioni delle articolazioni o in caso di malattie reumatiche. In termini di denominazioni più “comuni”, compongono la famiglia dell’ ecografia muscolo-scheletrica: l’ecografia della mano, del polso, del gomito, della spalla, della del ginocchio, della caviglia, della coscia, ecc.


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Ecografia Mano

L'ecografia della Mano viene effettuata per valutare eventuali lesioni muscolo tendinee. L’applicazione principale dell’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea è certamente la ricerca di eventuali interruzioni delle fibre per eventi traumatici (ad es. strappi muscolari, lussazioni, distorsioni) o patologie degenerative (ad es. periartrite scapolo-omerale, le lesioni legamentose della caviglia). Una più recente applicazione dell’ ecografia muscolo-scheletrica è lo studio dei legamenti collaterali e rotulei del ginocchio. Tramite l’esame ecografico è infatti possibile valutare la gravità della lesione ed il suo processo di guarigione. Ulteriore applicazione è lo studio delle articolazioni cosiddette “accessibili” quali spalla, anca, caviglia e ginocchio. Il termine “accessibile” sta a significare che la parte anatomica che vogliamo esaminare è posizionata in modo da consentire alla sonda dell’ecografo di trasmettere in modo ottimale gli ultrasuoni ottenendo come risposta un flusso di dati correttamente interpretabili dall’apparecchiatura ecografica. In questi casi, l’ ecografia muscolo-scheletrica si focalizza sullo studio delle cartilagini e delle componenti sinoviali (le strutture muscolo-tendinee componenti l’articolazione e del tessuto che riveste le superfici articolari). L’esame ecografico può essere impiegato, ad esempio, per la ricerca di conseguenze di traumi articolari, di segni di artrosi delle articolazioni, di tumefazioni delle articolazioni o in caso di malattie reumatiche. In termini di denominazioni più “comuni”, compongono la famiglia dell’ ecografia muscolo-scheletrica: l’ecografia della mano, del polso, del gomito, della spalla, della del ginocchio, della caviglia, della coscia, ecc.


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L'ecografia delle anse intestinali è un esame non invasivo che consente di studiare buona parte dell'intestino

L’ecografia delle anse intestinali viene eseguita per indagare malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa, diverticolosi), o per monitorare queste stesse malattie. Con questo esame è inoltre spesso possibile confermare o escludere un sospetto di appendicite.

Come si svolge l’ecografia delle anse intestinali?

L’ecografia delle anse intestinali si esegue con particolari sonde ed è simile a una normale ecografia dell’addome. Il medico ricerca ispessimenti o dilatazioni delle anse intestinali e ne valuta la mobilità e la comprimibilità.

L’esame è indolore ma se viene effettuato su un’area infiammata, la sensazione di dolore può essere leggermente più intensa.

Durata dell’ecografia delle anse intestinali

La durata dell’ecografia delle anse intestinali è mediamente di 15/20 minuti.

Norme di preparazione dell’ecografia delle anse intestinali
Il giorno precedente l’ecografia delle anse intestinali, va seguita una dieta alimentare leggera; il giorno stesso dell’esame biosgna essere a digiuno da cibi solidi da circa 5/6 ore senza però sospendere eventuale terapie; è consentita una normale idratazione con acqua naturale.

Per una corretta valutazione della vescica e del basso addome, è opportuno presentarsi all’esecuzione dell’ecografia delle anse intestinali con la vescica moderatamente distesa; si consiglia quindi di non urinare nelle 3 -5 ore precedenti l’esame (a seconda delle proprie abitudini) oppure, dopo avere urinato circa 2 ore prima dell’esame, bere 2 bicchieri di acqua naturale per ottenere la giusta distensione vescicale.


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Ecografia al Fegato

Che cos’è l’ecografia epatica e delle vie biliari?

L’ecografia epatica e delle vie biliari (o epato-biliare) è un esame diagnostico non invasivo che utilizza gli ultrasuoni – onde sonore ad alta frequenza innocue per il corpo umano e i suoi tessuti – per studiare il fegato e i suoi vasi, le vie biliari, la cistifellea (o colecisti).

A che cosa serve l’ecografia epatica e delle vie biliari?

L’ecografia epatica e delle vie biliari serve principalmente a studiare l’anatomia del fegato e delle vie biliari, al fine di confermare o escludere sospetti diagnostici di patologie croniche quali la cirrosi epatica o di forme tumorali benigne o maligne epatiche.

L’esame ecografico epato-biliare è la tecnica più utilizzata per la ricerca di calcoli o di altre anomalie a carico di vie biliari e cistifellea.

Come si svolge l’ecografia epatica e delle vie biliari?

Durante l’ecografia epatica e delle vie biliari il paziente viene valutato in posizione supina. Dopo aver applicato una piccola quantità di gel sulla pelle del paziente a livello addominale, il medico radiologo appoggia e muove, sulla parte anatomica in esame, una sonda collegata all’apparecchiatura ecografica, in grado di produrre sezioni anatomiche fedeli delle strutture anatomiche esaminate.

L’esame non è invasivo e non comporta rischi per il paziente.

Quanto dura l’ecografia epatica e delle vie biliari?

La durata dell’ecografia epatica e delle vie biliari è di circa 20 minuti.

Norme di preparazione dell’ecografia epatica e delle vie biliari
Per sottoporsi all’ecografia epatica e delle vie biliari il paziente deve osservare il digiuno nelle 5-6 ore precedenti l’esame. È concesso bere acqua naturale.

Controindicazioni dell’ecografia epatica e delle vie biliari
Non esistono controindicazioni all’ecografia epatica e delle vie biliari.


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L'ecografia mammaria consente di individuare eventuali formazioni all'interno del seno ed è fondamentale nella prevenzione dei tumori al seno.

L'ecografia Mammaria Bilaterale è l’esame di primo livello per la diagnosi precoce del tumore del seno. Con questa indagine è possibile studiare a fondo la ghiandola mammaria, e si è dimostrata particolarmente affidabile per individuare lesioni, soprattutto quando si manifestano in mammelle caratterizzate da un’elevata componente ghiandolare o in un seno denso giovanile.L'ecografia mammaria è un esame per immagini del seno, semplice e sicura. Tramite una sonda la macchina ecografica emette ultrasuoni a bassa frequenza e alta intensità sulla zona da esplorare. Le onde sonore emesse rimbalzano sui tessuti o sugli organi interni, e producono diversi tipi di eco che formano un'immagine della mammella sullo schermo di un computer. Prima dell’esame le mammelle sono cosparse di un sottile strato di gel che, facendo aderire meglio la sonda alla pelle, consente di visualizzare immagini di migliore qualità. La procedura è considerata sicura poiché si ritiene che gli ultrasuoni non possano provocare danni all'organismo, nemmeno nei soggetti particolarmente sensibili come le donne in gravidanza.
L’ecografia mammaria consente di individuare eventuali formazioni all'interno del seno e distinguere tra quelle a contenuto liquido e quelle a contenuto solido.
Nella maggior parte dei casi l'ecografia mammaria non è un'alternativa alla mammografia e i due esami sono complementari. Nelle donne più giovani, in cui il tessuto ghiandolare è più denso, i risultati dell'ecografia offrono maggiori informazioni rispetto a quelli della mammografia.
Per questa ragione l’esame è particolarmente indicato alle donne in età inferiore ai 40-45 anni.
La tecnica non richiede alcuna preparazione. Tuttavia, poiché ogni seno ha caratteristiche proprie, è importante per il medico disporre degli esami precedenti per valutare se eventuali anomalie riscontrate con l'ecografia siano preesistenti o di nuova insorgenza. Per questo è necessario portare sempre con sé le ultime mammografie o ecografie eseguite.

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Attraverso l’ ecografia muscolo-tendinea risulta piuttosto immediata la valutazione delle conseguenze di traumi (ad es. rotture muscolari, ematomi, contratture, distrazioni, ernie muscolari ) e lo studio di alterazioni infiammatorie e/o traumatiche dei tendini (as es.: tendine del bicipite e del quadricipite, tendine d’Achille, ecc.)

L’ ecografia muscolo-tendinea è una tecnica di diagnostica per immagini (o di “imaging”, come dicono gli anglosassoni) in pieno sviluppo e che negli ultimi 10 anni si è sempre più affermata come complemento indispensabile dell’esame radiologico standard (la cosiddetta “lastra”).

Infatti, l’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea consente di rispondere in maniera rapida ed economica alla maggior parte dei quesiti clinici nel campo delle più comuni problematiche muscolo-tendinee ed articolari.
Tra l’altro – com’è noto – essendo l’ecografia basata sull’impiego di ultrasuoni e non di raggi “X”, non presenta la controindicazione tipica dell’esame radiologico, ovvero l’assorbimento dei raggi stessi da parte del paziente.

Quali sono nello specifico le ecografie muscolo tendinee (articolari)?
- Ecografia AVAMBRACCIO
- Ecografia POLPACCIO
- Ecografia GAMBA
- Ecografia POLSO
- Ecografia BICIPITE
- Ecografia GINOCCHIO
- Ecografia QUADRICIPITE
- Ecografia BRACCIO
- Ecografia GOMITO
- Ecografia SCAPOLO OMERALE
- Ecografia CAPSULA ARTICOLARE
- Ecografia INGUINALE
- Ecografia SPALLA
- Ecografia CAVIGLIA
- Ecografia LEGAMENTO
- Ecografia TENDINE
- Ecografia COSCIA
- Ecografia MANO
- Ecografia TIBIOTARSICA
- Ecografia COXO FEMORALE
- Ecografia PIEDE
- Ecografia CUFFIA DEI ROTATORI

A cosa serve l’Ecografia muscolo tendinea (articolare)?

L'ecografia muscolo tendinea è in grado di indagare con discreta precisione i tessuti molli e le strutture articolari (cartilagini, menischi e membrane sinoviali) e periarticolari (tendini e legamenti). In modo particolare è un esame indicato in caso di stiramenti e sospetti strappi muscolari, contusioni, tendiniti (a mano, polso, gomito, spalla, ginocchio, caviglia, piede, tendine di Achille), cisti, borsiti, ematomi intramuscolari o sottocutanei.

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L'ecografia osteoarticolare consiste in un'indagine ecografica di ossa ed articolazioni ed è un esame opportuno per la valutazione di patologie delle articolazioni principali

L'ecografia osteoarticolare consiste in un'indagine ecografica di ossa ed articolazioni. E' un'indagine opportuna per la valutazione di patologie delle articolazioni principali tra le quali:
polso, mano, anca, ginocchio, spalla, caviglia, piede
Queste patologie sono determinate da alterazioni della funzionalità muscolare, in genere inducono disturbi della coordinazione e dell'equilibrio sia da fermo sia in fase motoria.


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L'ecografia ai reni e vie urinarie è utile per effettuare indagini sugli organi dell’apparato urinario, in primo luogo i reni, le vie urinarie e la vescica, ma anche altri organi a essi contigui o connessi (ghiandole surrenali, retroperitoneo, prostata, ecc.).

L’ecografia renale/apparato urinario serve a studiare volumetria e morfologia renali, e a individuare la presenza di eventuali patologie organiche, quali malformazioni, cisti, tumori, calcoli.
Nel caso di coliche renali è spesso possibile documentare la presenza e la sede di calcoli ureterali. Nel caso di ematuria (sangue nelle urine) è generalmente possibile escludere la presenza di anomalie delle vie urinarie o di patologie tumorali a carico di reni e vescica. In pazienti affetti da ipertrofia prostatica è possibile inoltre valutare la volumetria e la morfologia prostatica e quantificare un eventuale ristagno urinario postminzionale.
L’ esecuzione di un’ ecografia ai reni è rapida ed indolore. Porterà via pochi minuti e non espone il paziente a radiazioni. Gli ultrasuoni emessi dalla sonda riflettono l’immagine dei reni sul monitor del computer, permettendo allo specialista di fare le opportune analisi. Il gel che precedentemente viene applicato sulla zona interessata, non è tossico e non provoca allergie ed irritazioni.
L’ ecografia ai reni non è invasiva e non genera effetti collaterali, ma richiede una preparazione preliminare affinché venga eseguita efficientemente. Le indicazioni in merito saranno opportunamente riferite dal medico che ha prescritto l’esame.
Spesso ci si ritrova in una condizione di insufficienza renale (cioè i reni non riescono più a compiere le funzioni essenziali per l’organismo) perché per troppo tempo si sono sottovalutati i sintomi di una malattia renale. Questi, come nella maggior parte dei casi, sono impercettibili e spesso confusi, ma in realtà sono un forte campanello d’allarme. L’ ecografia ai reni è fondamentale anche per prevenire i tumori.
La prevenzione non ha tempo e sarebbe buona abitudine se cominciasse sin dalla giovane età. Gli strumenti che ci vengono offerti per fare prevenzione sono diversi, e l’ ecografia ai reni è tra questi. Sorvolare sulle cose non sempre fa bene, soprattutto quando si tratta di salute.

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L'ecografia testicolare è un esame strumentale basato sull'utilizzo di una sonda a ultrasuoni, che permette di visualizzare il contenuto interno dello scroto, ossia testicoli e strutture adiacenti.

L'ecografia testicolare è fondamentale nella diagnosi di condizioni quali: tumore al testicolo, idrocele, ematocele, varicocele, cisti dell'epididimo, torsione testicolare, ernia inguinale, criptorchidismo e dolore allo scroto.
L'ecografia scrotale non richiede, nei giorni che la precedono, alcuna preparazione particolare e ha una durata complessiva di 20-30 minuti.
In genere, l'esito di un'ecografia testicolare è disponibile pochi minuti dopo la sua esecuzione.


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L'ecografia tiroidea è l'esame diagnostico di riferimento per lo studio morfologico della tiroide

L'ecografia tiroidea o ecografia della tiroide è un esame indolore, rapido, sicuro e del tutto indipendente da radiazioni ionizzanti o sostanze radioattive.
Prima dell'esame non è richiesta alcuna preparazione particolare; sarà semplicemente necessario rimuovere eventuali gioielli portati al collo. L'indagine è assolutamente priva di rischi e senza alcuna controindicazione. Terminata l'ecografia della tiroide, il gel viene rimosso e il paziente può riprendere tranquillamente le proprie attività.

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Ecografia al Torace

L'Ecografia Toracica (ET) è una metodica di studio per immagini del torace che si avvale di sonde ecografiche di superficie: convex e lineari, analoghe a quelle impiegate per lo studio dell'addome o della tiroide.

Si tratta dell'applicazione al torace della comune ecografia, richiede particolari accorgimenti di esecuzione e competenza specifica soprattutto per la abbondanza in questa sede anatomica di due elementi che tradizionalmente ostacolano l'ecografia: l'osso della gabbia toracica e l'aria del polmone.

L'ecografia Toracica permette agevolmente di studiare i tessuti molli della parete toracica: lesioni solide e raccolte liquide. Lo studio dei tessuti molli della parete toracica non incontra particolari problematiche metodologiche ed è simile allo studio dei tessuti molli delle altre parti del corpo.


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EcoDoppler & EcoColorDoppler

EcoDoppler e EcoColorDoppler prenotabili presso il Poliambulatorio Centro Medico Italiano di Milano in via Desenzano 14. Fermata Metropolitana Rossa M1 Gambara o Bande Nere. 
PER PRENOTARE: Cliccare sulla prestazione scelta, selezionare il giorno e l'orario desiderato e cliccare sul tasto prenota. In 2 click, senza carta di credito e senza attese, avrai prenotato la visita medica richiesta. Per qualsiasi informazioni contattare lo 0245491406.

 


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L’ Ecocolordoppler dell’Aorta Addominale consente di valutare diverse patologie specifiche dell’aorta ed, in particolare, le dilatazioni e le steno-ostruzioni.

L’ecocolorDoppler dell’aorta addominale è un tipo di ecografia vascolare che permette lo studio morfologico e funzionale dell’aorta addominale. Con questo esame è possibile, pertanto, valutare sia il diametro e lo spessore di parete dell’aorta addominale (studio morfologico), sia la velocità e la direzione del flusso ematico all’interno di essa (studio funzionale).

Come viene eseguito?
L’ecocolorDoppler dell’aorta addominale viene eseguito con la stessa sonda ecocardiografica adoperata per un normale ecocardiogramma transtoracico. L’esame avviene generalmente in concomitanza allo studio delle arterie renali. Il paziente viene fatto distendere sul lettino ecocardiografico in decubito supino. La sonda ecocardiografica è orientata in modo da seguire in asse corto ed in asse lungo l’intero decorso dell’aorta addominale fino alla biforcazione iliaca. Nei pazienti obesi, con molto gas intestinale o con cicatrici mediane dell’addome, si può avere difficoltà nell’esecuzione dell’esame. Il paziente, perciò, deve seguire una dieta povera di fibre ed assumere farmaci antimeteorici nelle ventiquattro ore precedenti. L’ecocolorDoppler dell’aorta addominale consente di diagnosticare restringimento (stenosi) o dilatazione (aneurisma) del calibro aortico. La stenosi dell’aorta addominale solitamente è di origine degenerativa aterosclerotica. E’ possibile studiare l’aspetto morfologico delle placche (soft ricche di lipidi, hard ricche di calcio) e quantificare l’entità di una stenosi attraverso l’aumento di velocità del flusso ematico, valutato tramite Doppler pulsato (PW Doppler). L’aneurisma dell’aorta addominale è una dilatazione pari a una volta e mezzo il calibro previsto o del 50% rispetto ad un segmento a monte. Si associa a tabagismo ed elevati valori pressori. La diagnosi di stenosi o aneurisma dell’aorta addominale permette di stabilire la fattibilità e il timing di un eventuale intervento chirurgico o percutaneo. L’ecocolorDoppler dell’aorta addominale è, inoltre, fondamentale per valutare a distanza di tempo i risultati di un intervento correttivo.


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L'ecocolordoppler permette lo studio sia della morfologia (anatomia) che dei flussi ( emodinamica ) delle arterie renali.

L’ecodoppler delle arterie renali viene richiesto in pazienti giovani affetti da ipertensione arteriosa o in caso in cui l’ipertensione arteriosa è refrattaria alla terapia farmacologica ovvero in quei casi dove l’aumento pressorio non risponde alla terapia farmacologica. L'accertamento risulta utile nel sospetto di una ipertensione renovascolare o in corso di patologie renali.


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L'EcoColorDoppler (ECD) arterioso e venoso è una tecnica diagnostica in grado di fornire un’immagine a colori delle principali vene e arterie degli arti inferiori e superiori, definendo estensione, dimensioni nonché direzione e velocità del relativo flusso ematico.

Permette di individuare la presenza di eventuali aneurismi, occlusioni o restringimenti dovute a placche a carico delle arterie; a livello venoso è possibile evidenziare trombi e ulcere così come verificare la funzionalità di alcune vene affette da varicosi e indirizzare lo specialista verso il trattamento/intervento più efficace.

È un esame non invasivo, per nulla doloroso, e ripetibile nel tempo senza alcun rischio per la salute. Quest’ultimo aspetto è garantito dall’uso esclusivo di ultrasuoni, radiazioni non ionizzanti e quindi non pericolose.


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Nelle note della prenotazione specificare se arti superiori o inferiori.

L'EcoColorDoppler (ECD) arterioso e venoso è una tecnica diagnostica in grado di fornire un’immagine a colori delle principali vene e arterie degli arti inferiori e superiori, definendo estensione, dimensioni nonché direzione e velocità del relativo flusso ematico.

Permette di individuare la presenza di eventuali aneurismi, occlusioni o restringimenti dovute a placche a carico delle arterie; a livello venoso è possibile evidenziare trombi e ulcere così come verificare la funzionalità di alcune vene affette da varicosi e indirizzare lo specialista verso il trattamento/intervento più efficace.

È un esame non invasivo, per nulla doloroso, e ripetibile nel tempo senza alcun rischio per la salute. Quest’ultimo aspetto è garantito dall’uso esclusivo di ultrasuoni, radiazioni non ionizzanti e quindi non pericolose.


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L'EcoColorDoppler (ECD) arterioso e venoso è una tecnica diagnostica in grado di fornire un’immagine a colori delle principali vene e arterie degli arti inferiori e superiori, definendo estensione, dimensioni nonché direzione e velocità del relativo flusso ematico.

Permette di individuare la presenza di eventuali aneurismi, occlusioni o restringimenti dovute a placche a carico delle arterie; a livello venoso è possibile evidenziare trombi e ulcere così come verificare la funzionalità di alcune vene affette da varicosi e indirizzare lo specialista verso il trattamento/intervento più efficace.

È un esame non invasivo, per nulla doloroso, e ripetibile nel tempo senza alcun rischio per la salute. Quest’ultimo aspetto è garantito dall’uso esclusivo di ultrasuoni, radiazioni non ionizzanti e quindi non pericolose.


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L'EcoColorDoppler (ECD) arterioso e venoso è una tecnica diagnostica in grado di fornire un’immagine a colori delle principali vene e arterie degli arti inferiori e superiori, definendo estensione, dimensioni nonché direzione e velocità del relativo flusso ematico.

Permette di individuare la presenza di eventuali aneurismi, occlusioni o restringimenti dovute a placche a carico delle arterie; a livello venoso è possibile evidenziare trombi e ulcere così come verificare la funzionalità di alcune vene affette da varicosi e indirizzare lo specialista verso il trattamento/intervento più efficace.

È un esame non invasivo, per nulla doloroso, e ripetibile nel tempo senza alcun rischio per la salute. Quest’ultimo aspetto è garantito dall’uso esclusivo di ultrasuoni, radiazioni non ionizzanti e quindi non pericolose.


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L’ecocolorDoppler dei tronchi sovraortici (TSA) è un tipo di ecografia vascolare che permette lo studio morfologico e funzionale dei vasi del collo (arterie e vene).

L’Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA) è un esame utilizzato per studiare e monitorare i vasi sanguigni (arterie e vene) che nutrono le strutture del capo, e per la diagnosi delle malattie cerebrovascolari. Si tratta di una metodica semplice e non invasiva.

L’ecocolordoppler fornisce immagini a colori (rosso e blu) dei flussi venosi e arteriosi evidenziando anche le più piccole lesioni delle pareti dei vasi consentendo di valutarne con precisione l’entità.
L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA) viene richiesto dagli specialisti per l’inquadramento di un paziente a seguito di ictus o TIA, attacco ischemico transitorio, e per la diagnosi di aneurisma. Viene utilizzato anche per lo screening di pazienti con fattori di rishio cardiovascolare (ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia, fumo, ecc.).Con questo esame è possibile, pertanto, valutare sia il diametro e lo spessore di parete di un determinato vaso (studio morfologico), sia la velocità e la direzione del flusso ematico all’interno di esso (studio funzionale)


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L’EcoColorDoppler testicolare è un esame utilizzato per individuare il varicocele consistente in una dilatazione dei vasi che drenano il sangue dal testicolo verso il cuore.

L’EcoColorDoppler testicolare viene condotto con una sonda ad alta frequenza ricoperta di uno strato di gel che viene poggiata allo scroto. Durante l’indagine il paziente può essere in piedi o alzato ed è un esame di semplice esecuzione che si svolge con un tempo minimo di 15 minuti, senza che sia prevista alcuna nrma di preparazione del paziente, ne a livello alimentare e ne fisico. L’utilizzo del colore nella visualizzazione grafica, possibile grazie agli ultrasuoni, rende possibile una più precisa individuazione delle aree con flusso anomalo. La zona del corpo del paziente oggetto dell’esame viene trattata con un gel che consente la corretta trasmissione degli ultrasuoni emessi dalla sonda. Si tratta di un’indagine non invasiva che documenta in modo affidabile anche le più piccole lesioni delle pareti vascolari che analizzate dalle apposite sonde ecografiche ed inviate all’unità centrale, come computer, che le elabora e permette agli esaminatori di valutare su dei monitor un’ immagine rappresentativa e diversa per ogni tipo di tessuto; ed è per questo motivo che gli esaminatori sono in grado (una volta acquisite le nozioni base) di poter capire quando ci si trovi di fronte a strutture considerate “normali” o quando ci si trovi di fronte ad alterazioni “anormali” o meglio patologiche.

La diagnosi di varicocele è semplice e si basa sull’obiettività clinica e su indagini ecografiche. Un’accurata ispezione dello scroto ed un completo esame obiettivo da parte del medico (andrologo o urologo) permette di determinare la presenza di varicosità a livello testicolare. Le indagini strumentali di supporto (ecografia testicolare e eco-color-Doppler dei vasi spermatici, eseguibili presso il nostro Istituto) permettono di stabilire l’entità del reflusso. Altre metodiche di indagine strumentale utilizzate per confermare la diagnosi di varicocele sono la flussimetria doppler, l’ecografia, la flebografia. Si possono distinguere 4 livelli (gradi) di varicocele. L’indicazione al trattamento della patologia viene data dall’andrologo, o dall’urologo con competenze andrologiche, quando il varicocele è associato ad alterazione della quantità e qualità degli spermatozoi, quando è associato a dolore testicolare e quando ravvede la necessità di preservare la fertilità del paziente.
Per queste ragioni fare una visita approfondita è di estrema importanza per prevenire l’accuirsi delle suddette patologie.


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