Visite Mediche

Visite Mediche - Prestazioni Sanitarie - Ecografie

Elenco delle Visite Mediche, Ecografie e delle prestazioni sanitarie prenotabili presso il Poliambulatorio Centro Medico Italiano di Milano in via Desenzano 14. Fermata Metropolitana Rossa M1 Gambara o Bande Nere.

PER PRENOTARE: Cliccare sulla prestazione scelta, selezionare il giorno e l'orario desiderato e cliccare sul tasto prenota. In 2 click, senza carta di credito e senza attese, avrai prenotato la visita medica richiesta.

Per qualsiasi informazioni contattare lo 0245491406.

 

Certificato Medico per la pratica sportiva non agonistica

Si tratta di un certificato medico indispensabile per stabilire l'idoneità fisica a praticare uno sport, sebbene non per scopi agonistici.

Per rilasciare il certificato non agonistico, il medico deve avere:
- l'anamnesi e l'esame obiettivo con misurazione della pressione;
- un elettrocardiogramma a riposo (Ecg).

Per legge è necessario avere il certificato non agonistico per poter:

- partecipare alle attività sportive organizzate dalle scuole (come per i giochi studenteschi);
- praticare sport in luoghi affiliati a federazioni o enti di promozione sportiva (per esempio nei centri del Comitato olimpico nazionale Coni).


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L’elettromiografia è un esame che viene utilizzato nella diagnostica neurologica per la valutazione di patologie a carico del sistema nervoso periferico e dell’apparato muscolare.

Attraverso l’elettromiografia si può evidenziare la sofferenza di una o più radici nervose, di uno o più nervi, lesione di uno o più tronchi nervosi, intrappolamento di un tronco nervoso ( esempio sindrome del tunnel carpale).

L’elettromiografia viene prescritta nel sospetto di radicolopatie da ernie discali, lesioni dei tronchi nervosi, radicoliti e poliradicolonevriti, polinevriti, miopatie, miositi e poliniositi, miastenia; quest’ultima viene diagnosticata attraverso una stimolazione ripetitiva del nervo e registrazione sul muscolo.


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Endocrinologo a Milano

L'endocrinologo è il medico che si occupa della diagnosi e della cura degli squilibri e delle malattie ormonali.

CHI HA BISOGNO DI UN ENDOCRINOLOGO?

Gli ormoni sono dei messaggeri chimici importantissimi, in quanto provvedono a regolare il metabolismo, la crescita, la riproduzione e lo sviluppo sessuale.
Le ghiandole endocrine che secernono gli ormoni sono la tiroide, la paratiroide, l'ipofisi, il pancreas, i surreni, le ovaie (nella donna) e i testicoli (nell'uomo). Pertanto, si ci rivolge a un endocrinologo in caso di disturbi o disordini di una di queste ghiandole appena nominate.

Per esempio, sono pazienti dell'endocrinologo coloro che soffrono di:
Diabete
Problemi di tiroide (tiroidite, gozzo, ipotiroidismo, ipertiroidismo ecc)
Neoplasie maligne o benigne a carico di una delle ghiandole endocrine e disturbi collegati (per esempio feocromocitoma e ipertensione)
Infertilità (dovuta per esempio a ipogonadismo)
Difetti di crescita (nanismo o gigantismo)
Problemi legati alla menopausa
Osteoporosi
Dislipidemie di vario tipo (ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia ecc)
Pubertà precoce
Irsutismo
Altre malattie metaboliche

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Visita Gastroenterologica

Il gastroenterologo è un medico specializzato in gastroenterologia che si occupa di studiare e trattare le patologie dell'apparato digerente.

Quali sono le patologie più spesso trattate dal gastroenterologo?

Le patologie più spesso trattate dal gastroenterologo sono le malattie funzionali e infiammatorie sia del tratto superiore (esofago e stomaco) che del tratto inferiore (intestino e colon-retto).

La visita gastroenterologica è una visita medica che viene effettuata per la cura delle malattie dell'apparato gastrointestinale.

Cos’è la visita gastroenterologica?
La visita gastroenterologica consiste in una attenta valutazione diagnostica ed approfondita di molteplici aspetti del paziente: prima di tutto si raccoglie con scrupolo tutte le informazioni circa la storia clinica del paziente; successivamente si esegue una valutazione delle problematiche gastroenterologiche esistenti che possono riguardare molteplici aspetti quali malattie dell’esofago, dello stomaco, dell’intestino tenue , del colon, del retto, del canale anale, del pancreas, del fegato, della cistifellea e delle vie biliari, delle vie respitatorie ecc… Un’attenta valutazione dello specialista Gastroenterologo necessita inoltre di attente considerazioni circa la familiarità, lo stile di vita, la sintomatologia riferita, le eventuali malattie già note e l’esame obiettivo del paziente.

Tale visita dovrà necessariamente prevedere la valutazione delle eventuali documentazioni precedenti o terapie già in atto. Si procede quindi con l’esame obiettivo generale e con l’esame specifico dell’ addome per valutare gli organi dell’apparato digerente esplorabili dall’esterno. Infine, viene formulato un parere concernente il quesito clinico oggetto della visita. La valutazione gastroenterologica può esaurirsi con la prescrizione di una terapia o la richiesta di accertamenti specialistici, come and esempio endoscopie o RX.
Le domande più frequenti sulla Visita Gastroenterologica
E’ necessario venire digiuni o bisogna fare una particolare preparazione?

No, non è necessaria nessuna particolare preparazione. La prima visita infatti è la situazione in cui si raccolgono principalmente tutti i dati clinici conoscitivi del paziente in cui non verranno eseguiti esami strumentali o diagnostici di nessun tipo.

Devo portare referti o altra documentazione clinica in sede di visita gastroenterologica?

Se già in possesso, sarebbe opportuno per il paziente portare con se tutta la documentazione medica in sede di prima visita. E’ opportuno ricordare infatti che nel corso della prima visita viene ricostruita anche la storia clinica del paziente al fine di avere un quadro generale quanto più chiaro e corrispondente alla realtà. E’ evidente quindi che il gastroenterologo avrà sicuramente vantaggio nel valutare la documentazione già in possesso del Paziente.

Quanto dura la visita gastroenterologica?

Dipende. I tempi possono essere differenti da Paziente a Paziente. Generalmente una visita gastroenterologica ha una durata media di circa 40 minuti, ma ci sono situazioni in cui essa può durare anche più di un’ora. E’ bene quindi non arrivare nel giorno della visita con poco tempo a disposizione in quanto è opportuno, per la stessa salute del Paziente, che lo specialista abbia tutto il tempo necessario per eseguire tutte le valutazioni del caso.

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Il patch test è un test allergologico utilizzato per determinare se una sostanza specifica provoca infiammazione allergica della cute

Il patch test è un esame utilizzato a fini diagnostici per identificare quelle sostanze che, una volta poste a contatto con la pelle, determinano una reazione infiammatoria locale. Ricordiamo brevemente che a tal proposito esistono due diverse forme di dermatite da contatto, una di origine irritativa - indipendente dal sistema immunitario - ed una allergica in cui le cellule immunitarie producono una risposta infiammatoria diretta contro la sostanza erroneamente ritenuta pericolosa.
Il patch test può aiutare ad identificare il tipo di dermatite da contatto che affligge il paziente e valutate le risposte dell'organismo alle varie sostanze utilizzate. Generalmente le forme irritative sono comuni un po' a tutte le persone, mentre le forme allergiche sono meno diffuse ed altamente personalizzate.
Patch test: come si esegue
Il patch-test sfrutta dei dischetti contenenti una o più sostanze con potenziale allergenico. Ogni sostanza, detta aptene, si trova in concentrazioni talmente esigue da evitare qualsiasi pericolo per la salute dei pazienti, compresi quelli con forme allergiche piuttosto gravi; del tutto eccezionali sono infatti le reazioni sistemiche, come orticaria e shock anafilattico, causate dai patch test. Dall'altra parte, però, la quantità di aptene utilizzata è comunque sufficiente per evocare una reazione anche in pazienti scarsamente sensibilizzati.

Patch testI dischetti vengono applicati sulla parte alta del dorso, grazie a cerotti ipoallergenici che assicurano un contatto uniforme degli stessi con la pelle.

Per non falsare i risultati del patch-test l'uso di steroidi topici nella sede di applicazione e l'assunzione di steroidi orali e di antistaminici dev'essere sospesa almeno due settimane prima del test.

Nelle 48 ore che seguono l'applicazione dei cerotti, il paziente avrà cura di non rimuovere i dischetti e di non bagnarli, evitando anche l'esposizione solare e l'attività fisica (per il problema della sudorazione). Trascorso questo periodo di tempo il dermatologo rimuoverà i pannelli valutando l'aspetto delle aree cutanee sottostanti e cerchiandole con un pennarello. In presenza di arrossamenti, edema, vescicole e papule (piccoli rilievi cutanei rossastri) la diagnosi è positiva ed il soggetto viene considerato allergico a quella determinata sostanza. Tuttavia, dopo questa valutazione iniziale, il più delle volte il dermatologo richiede di visitare nuovamente il paziente dopo uno o due giorni, quando le reazioni allergiche sono pienamente sviluppate e le manifestazioni lievi sono scomparse. In base all'intensità ed alla gravità delle reazioni cutanee si potranno quindi distinguere le forme irritative dalle sensibilizzazioni (allergie) verso determinate sostanze. Nelle dermatiti da contatto di natura irritativa, ad esempio, le manifestazioni sono più evidenti quando i patch vengono rimossi, salvo poi migliorare nei giorni seguenti; al contrario, le le forme allergiche richiedono circa un paio di giorni per produrre manifestazioni, che tendono poi a divenire più rilevanti alcuni giorni dopo la rimozione dei patch.



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Il Prick test è il test fondamentale per la diagnosi delle allergie alimentari e respiratorie

Il prick test è il test allergologico cutaneo di fondamentale importanza per la diagnosi delle allergie respiratorie, alimentari e verso altri allergeni. Il prick test è un test allergologico utilizzato per determinare se una sostanza specifica provoca infiammazione allergica con meccanismo immediato ovvero mediato da IgE (immediate-type hypersensitivity o reazione di I tipo secondo la classificazione di Coombs e Gell).
Nel prick test, alcune gocce di allergene purificato vengono posizionate sulla superficie cutanea, solitamente dell'avambraccio, e successivamente la cute viene scalfita con una lancetta monouso al fine di lasciar penetrare l'allergene attraverso gli strati più superficiali della cute. Dopo un'attesa di circa 15-20 minuti si valuta la reazione cutanea ottenuta in corrispondenza di ogni allergene precedentemente posizionato. La reazione a livello dei singoli allergeni testati viene confrontata con un controllo positivo (solitamente costituito da istamina) e con un controllo negativo (solitamente costituito da glicerina, il liquido di diluizione degli allergeni).

In caso di reazione positiva è possibile osservare una reazione caratterizzata da pomfo (area circoscritta di edema cutaneo, in tutto e per tutto simile ad una puntura di zanzara) intensamente pruriginoso, contornato da un alone di eritema.

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La visita dermatologica permette di escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo dermatologico, per i problemi alla pelle che ogni soggetto può avere

La dermatologia è quella branca della medicina che ha per argomento di studio la pelle, i capelli, le unghie e la loro buona salute.
Il dermatologo, quindi, è un medico specializzato nella diagnosi, nella cura e nella prevenzione dei problemi che possono insorgere a livello cutaneo, tricologico e delle unghie.
La ​visita dermatologica è utile per rispondere a un quesito diagnostico nel caso di problemi legati alla pelle o a un bisogno di prevenzione, nel caso di problemi cutanei non evidenti o non ancora diagnosticati. Affidarsi ad una ​clinica dermatologica è particolarmente consigliato qualora si notino dei mutamenti sulla pelle, per esempio: eczemi, eruzioni cutanee di diversa natura, presenza di prurito o di cambiamenti legati a consistenza e colore della pelle o nel caso di ​malattie dermatologiche​.
Si può cominciare da una visita di dermatologia generale per un’esigenza anche solo di prevenzione o dubbio diagnostico: niente viene trascurato perché già in questo primo atto medico, l’approccio degli specialisti è improntato a considerare la pelle “sentinella” della salute globale e quindi ad un’identificazione rigorosa di cosa è necessario fare o non fare.Durante la ​prima visita dermatologica lo specialista effettuerà l’anamnesi del paziente e l’esame obiettivo, concentrandosi anche sulla sua storia clinica (fisiologica e patologica) e di vita: pregressi personali e familiari, informazioni sullo stile di vita, motivazioni del consulto clinico. L’esame obiettivo è un momento molto delicato e consiste nell’osservazione diretta volta a definire una diagnosi alla quale seguirà una terapia. L’esame obiettivo permette di esaminare le zone di interesse e le problematiche che hanno spinto il paziente a ricercare un consulto. Senza questo momento fondamentale e imprescindibile di controllo lo specialista non può consigliare terapie e trattamenti.

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La visita fisiatrica è volta ad attestare se ci siano o meno disturbi a carico dell’apparato osteoarticolare legati a varie patologie, infiammazioni o traumi di diversa natura, come per esempio quelli legati ad interventi chirurgici o ad incidenti.

Lo scopo primario della Visita Fisiatrica è quello di individuare un problema e accertare o meno la presenza di una patologia e i suoi effetti sulla funzionalità dei muscoli, tendini e ossa. Talvolta accade che al termine della visita vengano richiesti ulteriori esami specialistici come un’ecografia, una radiografia ecc... per avere la certezza o escludere la presenza di una patologia o per individuare un piano terapeutico e riabilitativo idoneo al caso.


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La visita logopedica permette di valutare e trattare le specifiche difficoltà del paziente nel parlare, comunicare, apprendere o deglutire, al fine di impostare un trattamento mirato.

Durante la visita logopedica, il logopedista valuta la presenza di patologie che determinano disturbi della parola, della voce, del linguaggio orale e scritto, dell’apprendimento, della comunicazione e della deglutizione, in età evolutiva, adolescenziale, adulta e geriatrica.
Durante la prima visita, si esegue un’indagine anamnestica, ossia il logopedista raccoglie tutte le informazioni sul paziente utili a definire con maggior precisione il deficit insorto.
Al paziente, inoltre, può essere richiesta l’esecuzione di test standardizzati con l’obiettivo di far emergere le caratteristiche del disturbo. Nel caso di i bambini con sospetto disturbo del linguaggio, ad esempio, viene eseguito il PPVT che permette di verificare le loro capacità di comprensione lessicale.


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L'agopuntura è una medicina alternativa che fa uso dell'inserzione di aghi in taluni punti del corpo umano al fine di promuovere la salute ed il benessere dell'individuo: secondo la medicina tradizionale cinese, stimolando questi punti si possono correggere gli squilibri nel flusso del qi attraverso canali conosciuti come "meridiani".

L'agopuntura, metodica terapeutica dolce e poco invasiva, di semplice applicazione e pressoché priva di effetti collaterali, è in grado di ripristinare questo equilibrio senza l’utilizzo di farmaci, offrendosi come uno dei tanti metodi e strumenti terapeutici da applicare in alternativa o a integrazione e completamento della medicina occidentale, dove questa è meno efficace.
Tramite l'agopuntura, infiggendo sottili aghi in specifici punti distribuiti lungo i canali (stimolazione dei cosiddetti agopunti), si ripristinerebbe l'equilibrio energetico del corpo, e quindi lo stato di salute e benessere.
Il vantaggio principale risiede nel rafforzare la resistenza organica di base permettendo di trarre la forza dalle proprie risorse.
La sua efficacia (finalmente riconosciuta anche dal mondo scientifico occidentale), non si manifesta solo sul sintomo-dolore ma anche su un grande numero di condizioni patologiche, agendo sulla radice profonda del problema.
L’alternativa sarebbe costituita dai trattamenti tradizionali, e cioè dalla terapia farmacologica di lunga durata con farmaci non sempre privi di effetti collaterali secondari.
L’applicazione corretta dell’agopuntura consente di mettere in pratica validi programmi terapeutici, efficaci strategie di prevenzione, e inoltre di ridurre notevolmente l’assunzione di farmaci.


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Prima seduta gratuita. Successivi trattamenti da concordare con il medico.

L’ossigeno-ozonoterapia, è un trattamento con azione antinfiammatoria e antidolorifica, indicato nei pazienti affetti da lombosciatalgia, lombocruralgia e cervicobrachialgia, dovute a patologie specifiche della colonna vertebrale, quali l’ernia del disco o protrusione discale. I pazienti che ne soffrono presentano dolore alla schiena o al collo; il dolore dalla schiena può irradiarsi al gluteo, alla coscia e lungo l’arto inferiore, mentre la sintomatologia dolorosa dal collo può estendersi a tutto il braccio e in alcuni casi fino alle dita della mano.


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La Visita Allergologica serve per valutare la possibile natura allergica dei sintomi, per impostare gli accertamenti allergologici utili per la diagnosi e per consigliare la terapia

La Visita Allergologica inizia con la descrizione dei sintomi per i quali è stata prenotata, che possono essere respiratori (rinite, asma bronchiale), oculari, cutanei (orticaria, dermatite) o gastrointestinali. Le domande successive riguardano alcuni dettagli sui sintomi: quando sono iniziati, se sono sintomi saltuari o persistenti, se sono presenti solo in certi periodi dell’anno e se si manifestano in circostanze specifiche, come ad esempio in presenza di animali, con un determinato alimento o dopo aver assunto un farmaco.
L’esame obiettivo può essere generale o limitato agli organi interessati, come la cute o l’apparato respiratorio. Se la Visita Allergologica è stata prenotata per alterazioni cutanee che al momento non sono presenti, può essere utile portare in visione fotografie per definire in modo più preciso il tipo di lesione.
La Visita Allergologica può essere integrata con l’esecuzione di test cutanei: con allergeni inalanti (pollini, acari, animali, micofiti) in caso di sintomi respiratori, con alimenti se c’è il sospetto di un’allergia alimentare.
Si può, così, identificare l’allergene responsabile e impostare il trattamento più indicato.
Al termine della Visita Allergologica viene consigliata la terapia: la prevenzione, che consiste nell’evitare il contatto con l’allergene, è la soluzione più indicata. Se questo non è possibile, viene consigliata una terapia sintomatica con farmaci antiallergici, generalmente ben tollerati e in grado di alleviare i sintomi. Per l’allergia a inalanti (pollini, acari domestici) può essere consigliata una terapia preventiva con un vaccino che contiene l’allergene responsabile dei sintomi respiratori e che ha un effetto specifico per l’allergene somministrato.

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La visita andrologica è un esame eseguito dall'andrologo per verificare l'esistenza di eventuali patologie all'organo sessuale maschile

Chi si deve rivolgere ad un andrologo?

È necessario effettuare una visita andrologica se ci troviamo nelle seguenti situazioni:

impotenza,
eiaculazione precoce,
mancanza di desiderio,
problemi di erezione,
disfunzione erettile,
problemi nella sfera sessuale in generale,
non si riesce ad avere figli,
dolori negli organi sessuali,
ingrossamento dei testicoli,
superati i 50 anni di età,
ritardo nello sviluppo in adolescenza,
problemi alla prostata,
presenza di un possibile varicocele,
dubbi sulle malattie veneree.
La visita andrologica può essere l’occasione giusta per parlare con una persona competente di eventuali problemi di cui in genere si prova vergogna. Non bisogna aver timore di tirare fuori tutti i nostri dubbi in quanto il medico è un esperto della materia e troverà le parole giuste per ogni argomento.

In particolare se si è giovani o si hanno avuti rapporti sessuali a rischio, l’andrologo potrà spiegarci le problematiche associate alle malattie veneree ed eventualmente prescriverci alcuni esami di accertamento. Oppure se soffriamo di problemi legati alla nostra sessualità come l’eiaculazione precoce o l’impotenza, l’andrologo è la persona giusta con cui parlare delle nostre difficoltà per avere un parere serio e professionale.

Come si svolge la visita andrologica
Come si svolge la visita andrologicaRicordiamo che la visita andrologica non è un esame doloroso o che provoca particolari disturbi, quindi non abbiamo aver nessun timore ad effettuarla.

Non sono previsti particolari accorgimenti prima di sottoporci alla visita a parte di ricordarci di portare con noi eventuali esami che abbiamo già effettuato. In questo modo possiamo fornire al medico il quadro più completo possibile della nostra situazione.

Prima di tutto l’andrologo procederà con l’anamnesi, ossia ci farà alcune domande per conoscerci meglio. Le domande riguarderanno il nostro stile di vita, l’alimentazione, il consumo di alcol e fumo, la nostra attività fisica, eventuali patologie legate agli organi genitali, assunzione di farmaci, vita sessuale, patologie avute in famiglia che potrebbero essere ereditarie e sintomi riscontrati se ci siamo rivolti a lui per disturbi specifici.

La visita andrologica proseguirà con l’esame visivo di tutto il corpo per valutare la distribuzione della peluria e del grasso corporeo e la forma delle mammelle. Quindi interesserà il pene ed i testicoli per evidenziare eventuali anomalie tenendo conto di forma, dimensione ed aspetto in generale (arrossamenti, infiammazioni ed alterazioni anatomiche). L’esame si conclude con la palpazione dei testicoli per visionare la dilatazione dei vasi sanguigni determinata dalla contrazione cardiaca, studiare la loro sensibilità e diagnosticare patologie specifiche.

Superati i 50 anni di età verrà effettuato anche un esame della prostata per escludere eventuali disturbi ad essa associati ed un esame rettale per eventuali malattie venose anali.

In caso di dubbi, o solo per avere una visione più chiara di tutto il sistema genitale, il medico potrà richiedere l’esecuzione di alcuni esami tra cui l’esame del sangue, l’esame delle urine, l’esame del liquido seminale, l’ecocolordoppler dei testicoli e l’ecografia della prostata.

Ricordiamo che la visita andrologica è importante sia per monitorare eventuali disturbi già presenti e sia per prevenire patologie importanti.

Fonte: www.aied.it/andrologia

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Con la visita angiologica il medico analizza la qualità e il funzionamento dei vasi sanguigni e linfatici per rilevarne l’eventuale presenza di indizi riconducibili a diverse patologie.

La visita angiologica può essere utile per individuare eventuali fattori di rischio e per valutare la presenza e l’entità di un danno vascolare. Alcuni sintomi che potrebbero non apparire evidenti al paziente sono identificati grazie ad una visita approfondita e confermati dall’esame ecocolordoppler.


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La visita cardiologica è un passaggio fondamentale per escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo di carattere cardiologico.

La visita cardiologica (nel nostro Istituto sempre associata all'esecuzione di un elettrocardiogramma) è la base necessaria ed imprescindibile di qualsiasi accertamento diagnostico–terapeutico cardiologico a cui il paziente debba sottoporsi. In una corretta prassi medica, quando il paziente ha o pensa di avere un problema di interesse cardiologico, la prima cosa che dovrebbe fare sarebbe quella di sottoporsi a una visita cardiologica e ad un elettrocardiogramma.
Una Visita Cardiologica standard può essere suddivisa in 6 parti, anche se la metodica deve essere adattata al paziente che il cardiologo si trova a visitare: con l'Anamnesi il medico esegue una vera e propria intervista al fine di raccogliere tutte le informazioni riguardanti il paziente e la sua famiglia che possono essere utili dal punto di vista cardiologico-cardiovascolare. L’Anamnesi deve essere il più approfondita possibile, in quanto, se ben condotta, permette spesso, già di per se stessa, di farsi un’idea abbastanza precisa del tipo di patologia (o non patologia) con cui ha a che fare. Ad esempio, nella diagnosi differenziale del dolore toracico, in cui entrano in gioco molte possibile alternative al dolore di origine cardiaca, è molto importante eseguire un’accurata ricostruzione delle caratteristiche qualitative e quantitative del dolore, oltre che dei fattori di rischio cardiovascolare eventualmente presenti. Un conto, per esempio, è un dolore toracico con caratteristiche atipiche (= non orientative per origine cardiaca) in una persona di 25 anni senza fattori di rischio cardiovascolare, un conto è invece un dolore tipico per origine cardiaca in una persona di età matura od anziana con fattori di rischio cardiovascolare. Un’anamnesi ben condotta è, nell’ambito della Visita Cardiologica, un primo passo importante e spesso risolutivo per arrivare ad una diagnosi corretta.L'Esame obiettivo è l’analisi di tutte le caratteristiche fisiche e semeiotiche (Semeiotica= Scienza dei segni, cioè di quegli indizi fisici o fisiopatologici del pazienti che possono indirizzare verso un sospetto diagnostico) del paziente, utili dal punto di vista cardiovascolare. Attraverso l’ispezione (=osservazione), la percussione, la palpazione e l’ascoltazione, eventualmente combinate,a seconda dei casi, con manovre particolari che il Cardiologo ritiene utili per la diagnosi, si ricostruisce un quadro fisico-obiettivo cardiovascolare del paziente che aggiunge un importante tassello all’Anamnesi per proseguire nella strada del completamento della Visita Cardiologica. L'Elettrocardiogramma (ECG) è di fondamentale importanza. Consiste nella registrazione esterna dei potenziali elettrici del cuore, cioè dell’attività elettrica del cuore; una corretta interpretazione dell’elettrocardiogramma consente di integrare le informazioni ottenute dalle precedenti parti della Visita Cardiologica con altre informazioni di tipo elettrico, che possono essere anche risolutive. L’ECG non è un “optional”, ma fà parte integrante della Visita Cardiologica. Al tempo stesso, esso non può essere considerato “una Visita Cardiologica” (come spesso si sente dire), in quanto studia solo un aspetto del cuore, cioè quello elettrico


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Visita per valutare la conformazione dei nei sulla pella

La mappatura dei nei è una valutazione dermatologica che consente il controllo costante delle lesioni pigmentate presenti su tutto il corpo del paziente.
Quest'indagine prevede l'ispezione dell'intera superficie cutanea alla ricerca di neoformazioni neviche, tenendo monitorate nel tempo le eventuali macchie che mostrano caratteristiche atipiche.
La mappatura nevica viene eseguita con l'ausilio di strumenti ottici di precisione, non invasivi, che analizzano non solo la struttura morfologica esterna delle lesioni, ma anche le caratteristiche degli strati posti subito al di sotto del derma superficiale.
La mappatura dei nei rappresenta un esame diagnostico importante per individuare precocemente la presenza di un tumore della pelle e migliorarne in modo significativo le probabilità di cura.

Cos'è un neo (o nevo)?

I nei (o nevi) sono macchie pigmentate causate da un processo proliferativo caratterizzato dall'accumulo di melanociti (cellule che producono melanina, pigmento responsabile del colore della pelle e dell'abbronzatura).

Queste lesioni cutanee possono destare sospetti quando presentano una struttura “atipica”, sia ad occhio nudo che in seguito all'esame dermatoscopico.
Cos'è la mappatura dei nei?
Il termine “mappatura” è inteso come un programma di controllo della pelle, attuato al fine di rilevare periodicamente le lesioni presenti sulla superficie cutanea del paziente; nei controlli successivi, il confronto con gli esiti delle visite precedenti permette di verificare se le lesioni cutanee hanno subìto un cambiamento di forma e colore.
La mappatura dei nei si avvale di tecnologie non invasive e indolori, come l'esame dermatoscopico manuale o la videodermatoscopia digitale.

L'esame dermatoscopico è una metodica che permette di esaminare la superficie cutanea grazie a un forte ingrandimento, in grado di aumentare la capacità di diagnosi del dermatologo. Quest'indagine consente anche la visione delle strutture poste subito al di sotto dell'epidermide superficiale (strato intermedio tra epidermide e derma profondo), altrimenti non visibili ad occhio nudo.
L'osservazione di tali elementi è rilevante per il medico specialista, il quale può valutare le caratteristiche e l'organizzazione tipica di ogni lesione cutanea.
Le informazioni relative ai nei vengono quindi catalogate e immagazzinate con opportuni sistemi computerizzati, per permettere il controllo ed il confronto delle neoformazioni sospette nel tempo.

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Visita per problemi alla pelle nei bambini di età compresa dai 3 mesi ai 14 anni.

La visita in dermatologia pediatrica, effettuata dal dermatologo su pazienti in tenera età, consiste nell'esame della cute e dei suoi annessi, cioè unghie, peli e capelli. Questo tipo di prestazione medica interessa bambini e ragazzi, dalla nascita fino all'età adolescenziale. La cute dei giovani pazienti appare molto più delicata rispetto a quella di un adulto e presenta caratteristiche particolari che richiedono grande esperienza e competenza da parte del medico. La pelle del bambino, così sottile e delicata, non è dotata di un film idrolipidico tale da essere una barriera resistente alle aggressioni esterne, per cui risente più facilmente di arrossamenti, irritazioni e dermatiti. Necessita, pertanto, di maggiore cura ed attenzione. La visita in dermatologia pediatrica ha lo scopo di prevenire nell'età infantile la comparsa di fenomeni patologici a carico della pelle, delle unghie e dei capelli, oltre che di diagnosticare e curare le anomalie cutanee che si sono manifestate.

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La visita diabetologica è essenziale per diagnosticare un eventuale diabete, identificare la terapia farmacologica o non farmacologica e le complicanze

Il diabete rappresenta una delle patologie croniche maggiormente diffuse (si parla di circa 4 milioni di malati di diabete in Italia), la visita diabetologica è rivolta a pazienti con diagnosi recente o nota da tempo di pre-diabete (iperglicemia) o diabete.
Consente allo specialista diabetologo di valutare lo stato di salute generale del paziente e l'andamento dei parametri metabolici per impostare o monitorare la terapia (farmacologica e non).
Il diabete spesso non presenta sintomi nella prima fase e per questo un controllo medico e le analisi cliniche sono il miglior modo per prevenirne le complicanze, che riguardano tutto l’organismo (occhi, reni, cuore, cute, cervello e sistema nervoso).
Successivamente, la visita diabetologica consente di monitorare nel tempo le condizioni cliniche del diabetico, modificarne eventualmente la terapia ed effettuare prevenzione sul rischio cardiovascolare.

A cosa serve la visita diabetologica?

La visita diabetologica è indispensabile per la diagnosi della malattia, nell’identificare la terapia farmacologica (che deve essere personalizzata su ogni differente paziente) e non farmacologica (dieta ed attività fisica, anch’esse personalizzate); nell’aiutare il paziente nella prevenzione dello sviluppo delle complicanze e, se già in atto, nella gestione delle stesse.
Lo specialista diabetologo fornisce tutte le indicazioni terapeutiche per ridurre il rischio cardiovascolare, per il controllo della glicemia, dei lipidi e della pressione arteriosa e delle complicanze delle patologie, fornisce il piano terapeutico, la certificazione per l'esenzione per patologia e per il rinnovo della patente di guida nel caso dei pazienti diabetici.

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La prima visita consiste in un colloquio finalizzato alla valutazione dello stile di vita, delle abitudini alimentari abitualmente adottate dalla persona in esame in modo da stabilire uno schema dietetico personalizzato.

La prima visita(della durata di 1 ora circa) consiste in un incontro in cui si effettua un'anamnesi completa fisiologica e alimentare:
- Impedenziometria
-si valuta lo stato nutrizionale (massa magra, grassa, massa cellulare e muscolare)
-lo stato di idratazione e fluidi (iperidratazione, edemi, ritenzione, infiammazione)
-il metabolismo basale e il calcolo della percentuale di grasso ideale

Per l'anamnesi alimentare: durante la visita nutrizionale si approfondiscono alcuni aspetti:
-qualità del cibo come segnale sull'organismo
-"cattive" abitudini alimentari
-benessere e stile di vita
-distribuzione dei pasti nell'arco della giornata
-composizione del singolo pasto
-qualità nutrizionali degli alimenti
-annullamento della fame
-riduzione dell'infiammazione
-importanza del movimento
-demuscolazione

Alla fine della nostra visita nutrizionale viene elaborato un piano alimentare ad hoc per il paziente finalizzato al conseguimento degli obbiettivi prefissati.


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La visita e il conseguente trattamento podologico consiste in un intervento diretto sul piede del soggetto, al fine di rimuovere la cause del disagio (callosità, patologie ungueali, ecc.)

La visita podologica è una visita specialistica con l'obiettivo di indagare e trattare le patologie del piede.
Il podologo attraverso una vista specialistica individua e consiglia quali cure necessarie per le alterazioni strutturali e funzionali del piede, al fine di favorire la deambulazione, prevenire le complicanze locali per pazienti affetti da diabete, malattie neurologiche, vascolari o reumatologiche.
Il podologo è in grado di intervenire sul piede sia in modo diretto, attraverso trattamenti e cure specifiche, che in modo indiretto curando problematiche posturali, spesso all'origine del disturbo stesso.

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La Visita Ematologica viene effettuata dietro richiesta del medico curante, a seguito di alterazioni degli esami del sangue o in presenza di sintomi e disturbi che potrebbero essere spia di un problema ematologico.

La visita ematologica comprende un’approfondita anamnesi, che abbraccia la storia medica del paziente e della sua famiglia, soffermandosi sui sintomi legati al problema per cui si è richiesto il consulto ematologico. Successivamente si effettua l’esame obiettivo, un’indagine medica che indaghi i segni legati al disturbo.

Il percorso diagnostico si completa con esami del sangue più approfonditi e/o esami strumentali: si assicura così un inquadramento ottimale del problema, per la diagnosi attuale e il monitoraggio nel tempo. Vi sono situazioni in cui, l’ematologo potrebbe volere estendere gli accertamenti ai componenti familiari più prossimi.

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La visita endocrinologica individua eventuali disfunzioni endocrine e, in particolare, la qualità dell’azione svolta dagli ormoni secreti dalle ghiandole endocrine e immessi nel sangue.

A cosa serve la visita endocrinologica? L’oggetto di analisi e studio dell’endocrinologo sono, nello specifico, la tiroide, l’ipofisi, l’ipotalamo, le paratiroidi, il pancreas, le ghiandole surrenali, i testicoli, le ovaie e le malattie più o meno accentuate e manifeste causate dal loro errato funzionamento. Il ruolo primario di organi e ghiandole endocrine è secernere gli ormoni che regolano le attività degli organi, dei tessuti e la qualità del nostro metabolismo, per questo è necessario imparare a conoscere il proprio corpo e prestare attenzione a tutti i campanelli d’allarme che possono segnalare la presenza di una disfunzione endocrina, come per esempio i disturbi legati alla crescita, alla menopausa, l’osteoporosi, il gigantismo, il nanismo e il gozzo tiroideo.

Come si svolge la visita endocrinologica? Durante la prima fase della visita, il medico interroga il paziente sulla sua storia clinica passata e presente, su quella delle sua famiglia e sui motivi che lo hanno spinto a richiedere l’aiuto dell’endocrinologo. La seconda fase consiste nella valutazione diretta, principalmente nella palpazione della tiroide che è l’unica ghiandola esaminabile dall’esterno con palpazione, ecografia ed ecodoppler, valutazioni che permettono di rilevare la presenza di alcune patologie della tiroide come noduli tiroidei, tumori tiroidei e ipertiroidismo. Per avere una visuale approfondita e completa della situazione clinica del paziente, l’endocrinologo richiede determinate analisi di laboratorio che evidenziano il livello dei valori ormonali nel sangue.

A chi è consigliata la visita endocrinologica? A coloro che già hanno diagnosi di patologie endocrine, a bambini e ragazzi con anomalie della crescita, alle donne in menopausa che lamentano sintomi riconducibili alla menopausa o disturbi di fertilità, ai pazienti che soffrono di ipo e ipercalcemie, a chi è affetto da acne e irsutismo e, in generale, a tutte le persone che convivono con disturbi riconducibili a patologie surrenaliche come l’obesità, il diabete giovanile o candidosi ricorrente.

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La visita epatologica permette di diagnosticare eventuali patologie del fegato, della cistifellea o delle vie biliari.

La visita Epatologica è consigliata in caso di esami che riportano valori anomali del fegato, problemi digestivi, dolori all’addome, eruzioni cutanee inconsuete.

La visita epatologica è necessaria per la diagnosi e il trattamento delle patologie che colpiscono:
fegato
cistifellea
vie biliari

Quali sono le patologie più riscontrare durante una visita epatologica?
Tra le patologie più riscontrate durante la visita epatologica ci sono le epatiti ed i tumori del fegato

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La visita foniatrica è volta alla valutazione dello stato di salute della laringe e delle corde vocali.

Con il termine "Visita Foniatrica" si intende la valutazione clinica della funzionalità e della morfologia laringea, eseguita da parte del medico specialista foniatra o otorinolaringoiatra. La laringe è un organo di fondamentale importanza per l'uomo ed ha tre principali funzioni: la fonazione, la deglutizione e la respirazione. Eseguendo una visita foniatrica lo specialista si pone l'obiettivo di determinare se queste tre funzioni fondamentali si svolgono correttamente o se una o più di una di esse risulti alterata.


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La visita geriatrica consente allo specialista di valutare nel suo complesso lo stato di salute dell'anziano, al fine di ritardare il declino funzionale, mentale e mantenere autosufficienza e una buona qualità di vita

La visita geriatrica consente allo specialista di valutare nel suo complesso lo stato di salute dell'anziano, al fine di ritardare il declino funzionale, mentale e mantenere autosufficienza e una buona qualità di vita.
La visita geriatrica pone come suo obiettivo la valutazione complessiva dello stato di salute dell'ultrasessantacinquenne. La visita geriatrica non è molto differente da una visita medica tradizionale. Il suo scopo è individuare, attraverso una serie di valutazioni, un percorso assistenziale volto a mantenere il più a lungo possibile l'autosufficienza del paziente.
La visita geriatrica prevede un'iniziale anamnesi completa, che possa chiarire la situazione clinica attuale del paziente e la sua storia clinica.Successivamente si passa poi all'analisi delle problematiche che hanno richiesto l'intervento di uno specialista.
Come si diagnosticano e trattano eventuali patologie durante una visita geriatrica?
Attraverso la valutazione mutidimensionale della persona anziana si può impostare l'iter diagnostico e terapeutico più corretto ed appropriato in base alle aspettative terapeutiche e alla miglior qualità di vita raggiungibile, procedendo anche con una accurata revisione della terapia farmacologica; la visita geriatrica è inoltre utile per la valutazione delle commissioni predisposte per l'assegnazione dell'invalidità o per l'inserimento in strutture sanitarie


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Test: MMSE, Barthel, ADL, IADL

Valutazioni multidimensionali (fisico- funzionale, cognitiva e affettiva, comorbilità) con somministrazione di scale di valutazione validate (MMSE, Barthel, ADL, IADL e altre) utili per identificare il miglior percorso di cura in risposta ai bisogni, e anche ai fini della presentazione di domande per il riconoscimento di invalidità civile.


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La visita ginecologica serve per valutare lo stato di salute dei tuoi organi genitali esterni (vulva) e interni (vagina, utero e ovaie).

La visita ginecologica può essere eseguita o su richiesta della donna per una prevenzione periodica o su richiesta del medico curante per il sospetto di disturbi o patologie dell’apparato genitale femminile.
Nel corso della visita, il ginecologo può effettuare l’esame del PAP test indicato per la prevenzione dei tumori della cervice uterina oppure un controllo ecografico.
La visita ginecologica può essere effettuata:
come prevenzione periodica delle patologie dell’apparato genitale femminile
per la prescrizione della terapia anticoncezionale
in presenza di dolori pelvici
in presenza di perdite ematiche in postmenopausa
per irregolarità mestruali
per controllo delle ovaie
per monitoraggio cisti ovariche
per controllo rima endometriale durante l’assunzione di terapia ormonale
per controllo in gravidanza


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La visita immunologica è rivolta al paziente affetto da malattie caratterizzate da un'alterazione del sistema immunitario quali malattie autoimmuni, malattie autoinfiammatorie, immunodeficienze e malattie allergiche.

La prima visita immunologica consiste in una analisi dei meccanismi immunitari del paziente per individuare una eventuale patologia del sistema immunitario

Nel caso si sospetti una malattia del sistema immunitario è necessario raccogliere un’anamnesi o storia del paziente molto approfondita e precisa, chiedendo al paziente di descrivere tutti i sintomi e la loro comparsa, oltre a valutare gli esami del sangue e strumentali eventualmente già eseguiti.

Spesso è importante seguire il paziente nel tempo sia per valutare l’andamento dei sintomi che la risposta alla terapia, talora eseguendo anche esami specifici. Alcune malattie immunitarie hanno infatti un andamento cronico e possono coinvolgere diversi organi come rene, fegato, pelle, articolazioni, ecc.

Individuare le cause delle patologie autoimmuni non è semplice, per questo la visita deve avvenire in un clima di fiducia, in cui il paziente possa esprimere le proprie esigenze e il medico spiegare gli eventuali esami da eseguire e la terapia prescritta.
Le malattie immunitarie sono relativamente numerose e frequenti: la loro diagnosi può essere lunga e complessa e necessita sempre di una adeguata valutazione specialistica.


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La visita Internistica con un medico internista è consigliata per avere una valutazione generale del proprio stato psicofisico ed individuare gli esami necessari per risolvere le proprie problematiche fisiche.

Un internista è un medico che si occupa di medicina interna, una specializzazione che studia le patologie di tutti gli organi (cuore, polmoni, reni, fegato ecc).quindi è in grado di diagnosticare in base ai sintomi la malattia e prescrivere la cura adeguata.

Il medico internista assiste i pazienti affetti da disturbi epatologici, autoimmmuni, allergologici, gastroenterologici, reumatologici e di tutte le altre patologie appartenenti alla medicina generale e che non necessitano di un approccio chirurgico.

Durante la Visita Internistica Il medico valuta lo stato di salute del paziente considerando sia gli aspetti fisici che quelli psicologici; analizza i sintomi ed il funzionamento di tutti gli organi per poi prescrivere eventuali analisi. Può infine elaborare una prima diagnosi, ed in caso venga riscontrata una patologia può prescrivere una terapia farmacologica o indirizzare verso uno specialista del settore più indicato.



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La disfagia è una disfunzione dell'apparato digerente con conseguente difficoltà di deglutizione.

Il significato del termine disfagia è, letteralmente, difficoltà nel mangiare.

Si tratta di una disfunzione dell’apparato digerente caratterizzato dalla difficoltà a deglutire alimenti liquidi e/o solidi, associata spesso alla sensazione che il boccone fatichi a raggiungere lo stomaco (cioè durante il transito del bolo nelle vie digestive superiori).

La deglutizione può perfino risultare dolorosa (odinofagia).

Alcuni pazienti possono essere del tutto incapaci di deglutire o possono non riuscire a deglutire in sicurezza liquidi, cibi o saliva e, quando ciò avviene, nutrirsi diventa problematico.

Spesso la disfagia rende difficile l’assunzione di calorie e liquidi in quantità sufficienti a mantenersi in salute e può quindi diventare causa di altri gravi problemi di salute.

Meccanismo della deglutizione
La deglutizione è un meccanismo complesso.

L’assunzione del cibo, la sua preparazione e il successivo spostamento dalla bocca allo stomaco richiedono il lavoro di una cinquantina di coppie di muscoli e svariati nervi.

Si distinguono tre fasi.

Nella prima, detta fase orale, la lingua raccoglie cibo o liquidi, preparandoli a essere deglutiti. Lingua e mascella spostano il cibo solido nella bocca, in modo da poterlo masticare. La masticazione riduce il cibo solido a dimensioni e consistenza valide per essere inghiottito, mescolandolo con saliva. La saliva ammorbidisce e umidifica il cibo per facilitare la deglutizione. In genere, vengono inghiottiti senza masticarli solo elementi sotto forma di compresse o capsule. Altrimenti, vengono ingeriti liquidi, puree o cibi solidi masticati.
La seconda fase inizia quando la lingua spinge il cibo o il liquido nel retro della bocca. Si attiva così una deglutizione riflessa, che spinge il cibo attraverso la faringe (o gola). Durante questa fase, detta fase faringea, la laringe si chiude completamente e si arresta il respiro, in modo da impedire l’ingresso di cibo o liquidi nelle vie aeree e nei polmoni.
La terza fase inizia con l’ingresso di cibo o liquidi in esofago, il condotto attraverso cui gli alimenti passano nello stomaco. Il passaggio attraverso l’esofago, ossia la fase esofagea, avviene in genere in circa 3 secondi, dipendentemente dalla composizione o consistenza del cibo, ma può durare un po’ di più in alcuni casi, ad esempio durante la deglutizione di una compressa.
Cause
La disfagia insorge a seguito di un problema nel controllo neurologico o nelle strutture coinvolte in una qualunque parte del processo di deglutizione:
Una debolezza della lingua o dei muscoli delle guance può rendere difficile lo spostamento del cibo nella bocca, e quindi la masticazione.
Un ictus o altri disturbi del sistema nervoso possono ostacolare l’avvio del riflesso della deglutizione, lo stimolo che consente a cibi e liquidi di spostarsi in sicurezza nella gola.
Altre difficoltà possono insorgere se la debolezza dei muscoli della gola, ad esempio per un trattamento chirurgico di asportazione di un tumore, non riesce a spostare tutto il cibo verso lo stomaco.

La disfagia può anche dipendere da disturbi dell’esofago.

Può avere diverse cause, ma si manifesta perlopiù negli anziani.

Qualunque condizione che indebolisca o danneggi muscoli e nervi coinvolti nella deglutizione può causare disfagia, come avviene per esempio nei soggetti con patologie del sistema nervoso come una paralisi cerebrale o il morbo di Parkinson.

Un ictus o un trauma cranico possono indebolire o deteriorare la coordinazione dei muscoli coinvolti o limitare la sensibilità di bocca e gola.

I soggetti con anomalie congenite del meccanismo della deglutizione possono non riuscire a inghiottire normalmente. I bambini nati con un’apertura del palato della bocca (labbro leporino) non riescono a succhiare correttamente, complicando così l’allattamento e l’uso di un biberon normale.

Anche il tumore di testa, collo o esofago può dare problemi di deglutizione, mentre in altri casi è il trattamento di queste forme tumorali a causare disfagia.

Problemi di deglutizione possono seguire a traumi di testa, collo e torace e infezioni o processi irritativi possono causare un restringimento dell’esofago.

Infine, i soggetti affetti da

demenza,
perdita della memoria
e declino delle funzioni cognitive,
possono avere difficoltà a masticare e deglutire (come nel caso dell’Alzhaimer).

Sintomi
Tra i sintomi associati alla disfagia ricordiamo:

tosse,
rischio di soffocamento durante la deglutizione,
rigurgito,
difficoltà nel linguaggio,
senso di nodo in gola.
Nei pazienti che soffrono di somatizzazione ansiosa e/o depressione non è raro rilevare anche la presenza di un dolore toracico.

La disfagia orofaringea (che si verifica cioè prevalentemente in bocca e in gola) può non presentarsi sempre ma, se causata da disordini neuromuscolari, di norma peggiora gradualmente.

Complicazioni
La disfagia può essere un problema grave. Non riuscire a deglutire in sicurezza può impedire l’assunzione in quantità sufficienti dei cibi necessari per mantenersi sani o con un peso ideale.

Pezzi di cibo troppo grossi per essere inghiottiti possono entrare in gola e bloccare il passaggio dell’aria.

In aggiunta, in un soggetto con disfagia, tossire o raschiarsi la gola possono essere inefficaci nel rimuovere cibi o liquidi entrati nelle vie aeree. Dalle vie aeree, cibi o liquidi possono entrare nei polmoni e favorire la proliferazione di batteri pericolosi, causando un’infezione polmonare nota come polmonite da aspirazione o ab ingestis.

I disturbi della deglutizione possono anche associarsi allo sviluppo di una tasca all’esterno dell’esofago causata da debolezza della parete di quest’ultimo, dove può venire intrappolato parte del cibo che viene ingerito. Quando il soggetto affetto da questo problema si sdraia o dorme, cibo indigerito può tornare in gola.

L’esofago può anche essere troppo stretto e intrappolare parte del cibo e ciò può impedire il passaggio nello stomaco di altro cibo o addirittura dei liquidi.

Trattamento Logopedico per la Disfagia


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La disfonia è la difficoltà nel produrre una voce "fisiologica" indotta da cause che possono essere organiche o funzionali.

Con il termine disfonia si fa riferimento in senso generico a tutte le alterazioni, qualitative o quantitative, a carico della voce.

La disfonia può essere temporanea o cronica e avere origine strutturale o funzionale. Tra le cause organiche ricordiamo le infiammazioni a carico della laringe, le malformazioni congenite, la presenza di formazioni tumorali o di alterazioni a carico di uno o più organi connessi alla funzione fonatoria (corde vocali, naso, bocca, lingua, faringe, laringe, trachea) e traumi. Tra le cause funzionali rientrano l'uso eccessivo della voce e la disfonia idiopatica (senza causa apparente).

La disfonia può essere accompagnata da una sensazione dolorosa o di fastidio mentre si parla.

La riabilitazione della voce è un processo educativo in cui la persona disfonica, con l’aiuto del logopedista, arriva a gestire in modo adeguato la propria voce e ne migliora la qualità. Attraverso esercizi di respirazione, propriocezione, accordo pneumo-fonico si guiderà il paziente verso una maggiore consapevolezza dei propri meccanismi di emissione vocale. Si accompagnerà la persona nell’individuare i fattori che la portano a un peggioramento vocale e la si porterà ad adottare sane abitudini.

L’utilizzo corretto della voce porta a una risoluzione delle disfonie funzionali e porterà benefici nelle disfonie a basa organica.

Le tecniche riabilitative utilizzate sono diverse: Metodo propriocettivo elastico, Voicecraft, metodo dell’accento.

Il logopedista individuerà il metodo più adatto al bisogno dell’utente.

Quali sono i materiali il logopedista che usa in terapia?

Verranno effettuati esercizi specifici all’interno della terapia. Verranno consegnate schede e registrazioni del modello vocale corretto per facilitare al meglio l’esercizio autonomo quotidiano.


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I disturbi specifici dell'apprendimento (DSA).

La Dislessia è un disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo.
In Italia la dislessia è ancora poco conosciuta, anche se si stima che ci sia almeno un alunno con un DSA per classe.
Leggere, scrivere e calcolare per noi sono atti così semplici ed automatici che risulta difficile comprendere le difficoltà che riscontrano i bimbi o i ragazzi dislessici.
Spesso questi ragazzi vengono erroneamente considerati svogliati e la loro intelligenza spiccata dà il via a valutazioni come "è intelligente ma non si applica".
Questi ragazzi non hanno problemi cognitivi legati alla comprensione e, al di là dello studio, sono intelligenti, vivaci, socievoli e creativi.


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La visita nefrologica serve per controllare il corretto funzionamento dei reni.

La visita nefrologica è una visita specialistica condotta dal medico nefrologo. Permette di verificare – in maniera non invasiva e indolore – la funzionalità dei reni, diagnosticando eventuali disturbi o monitorando l’andamento di patologie precedentemente diagnosticate, per le quali il paziente è in cura.

Alcune delle patologie renali più comuni sono insufficienza renale acuta o cronica, calcolosi e cisti renali, glomerulonefriti, infezioni a carico delle vie urinarie, tumori al rene o alle vie urinarie

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Visita Neurochirurgica per le seguenti patologie: Lesione spinale, Sciatalgia, Neoplasia del sistema nervoso centrale e periferico, Cervicoartrosi, Idrocefalo

La visita neurochirurgica è utile a valutare la presenza e l'entità di patologie del sistema nervoso centrale e periferico o disturbi a carico della colonna vertebrale, allo scopo di individuare la cura più efficace e l'eventuale ricorso a un intervento chirurgico. La visita, oltre a un'accurata diagnosi, nella previsione di un intervento permette la pianificazione dei tempi e delle modalità dell'intervento.


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La visita neurologica permette di riscontrare eventuali disturbi o patologie che possono attaccare il sistema nervoso centrale o periferico, ossia il cervello, il cervelletto, il tronco encefalitico, il midollo spinale, il tronco nervo, le radici, i gangli ed i plessi extraviscerali e intraviscerali

Lo scopo della visita neurologica è quello di stabilire se è presente una malattia neurologica ed eventualmente una lesione localizzata.
Ovviamente il tipo e la completezza dell’esame neurologico dipende dalla valutazione effettuata dal neurologo in base ai dati raccolti su problema clinico in questione.
La visita neurologica non presenta controindicazioni e non richiede una preparazione particolare. Solitamente la durata della visita è di circa 30 minuti, ma si può prolungare a seconda dei casi.


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L'esame audiometrico è una procedura medica atta a rilevare quantitativamente e la capacità uditiva del paziente

Lo scopo dell’esame audiometrico tonale è quello di stabilire, nel modo più preciso possibile, la soglia uditiva e cioè la minima intensità sonora che una persona riesce a percepire. Con l’ausilio di una cuffia ben posizionata su entrambe le orecchie, l’audiometrista invia dei suoni (toni puri), a diverse frequenze e intensità prima in un orecchio e poi nell’altro. Anche se il campo di estensione delle frequenze che possiamo udire è molto più ampio, i toni inviati nell’audiometria tonale testano alcune frequenze comprese tra 125 Hertz (basse frequenze) e 8000 Hertz (alte frequenze) perché di maggiore riscontro e utilità nella vita quotidiana. La persona interessata, appena avverte la minima intensità sonora, dovrà alzare la mano o schiacciare un pulsante.
In presenza di un deficit, l’esame deve essere completato dall’audiometria per via ossea che permetterà di stabilire se il problema è da ricondurre al sistema di trasmissione del suono (orecchio esterno e medio), al sistema sensoriale (coclea e vie acustiche centrali) o ad entrambi

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Un acufene è un disturbo uditivo costituito da rumori (come fischi, ronzii, fruscii, pulsazioni ecc.) che l'orecchio percepisce come fastidiosi a tal punto da influire sulla qualità della vita del soggetto che ne è affetto.

L'acufene non è classificabile come una malattia, ma è una condizione che può derivare da una vasta pluralità di cause. Tra di esse si possono includere: danni neurologici (ad esempio dovuti a sclerosi multipla), infezioni dell'orecchio, stress ossidativo[1], stress emotivo[2], presenza di corpi estranei nell'orecchio, allergie nasali che impediscono (o inducono) il drenaggio dei fluidi, accumulo di cerume e l'esposizione a suoni di elevato volume. La sospensione dell'assunzione di benzodiazepine può essere anch'essa una causa. L'acufene può essere un accompagnamento della perdita dell'udito neurosensoriale o una conseguenza della perdita dell'udito congenita, oppure può essere anche un effetto collaterale di alcuni farmaci (acufene ototossico).

L'acufene è solitamente un fenomeno soggettivo, tale da non poter essere misurato oggettivamente. La condizione è spesso valutata clinicamente su una semplice scala da "lieve" a "catastrofico" in base agli effetti che esso comporta, come ad esempio l'interferenza con il sonno e sulle normali attività quotidiane

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La visita otorinolaringoiatrica consiste nel valutare eventuali patologie del distretto cervico-facciale (naso, orecchio, gola, laringe, collo ed articolazione tempora-mandibolare)

La visita otorinolaringoiatrica è l’esame specialistico che ha l’obiettivo di individuare eventuali patologie a carico di orecchie, naso e gola e alle altre strutture che appartiene al distretto testa-collo. La visita otorinolaringoiatrica analizza lo stato di salute di orecchie, naso e gola che, pur ben distinti l’uno dall’altro, sono spesso funzionalmente correlati e possono presentare patologie associate, come infiammazioni, infezioni e tumori.

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l'obiettivo dell'esame è la valutazione dello stato di salute della mucosa del naso e della laringe

IN COSA CONSISTE LA FIBROSCOPIA NASALE - LARINGEA?

Si tratta di un esame completamente indolore, per cui non è necessaria alcuna preparazione da parte del paziente; l'obiettivo dell'esame è la valutazione dello stato di salute della mucosa del naso e della laringe, in modo da individuare e diagnosticare eventuali patologie rinofaringolaringee, nonché da arrivare una valutazione corretta della funzionalità dell'apparato.

COME AVVIENE LA FIBROSCOPIA?

L'esame si avvale di un fibroscopio flessibile oppure rigido, uno speciale strumento a fibre ottiche in grado di raccogliere una documentazione fotografica di alta qualità delle zone interessate. Con questi strumenti è possibile osservare direttamente la gola e le cavità nasali, e grazie alle moderne videocamere e a specifici sistemi di ingrandimento digitale, è possibile registrare e analizzare le immagini con la massima cura.

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L’esame otovestibolare (o semplicemente vestibolare) è indicato per verificare la corretta funzionalità dell'organo dell'equilibrio.

L’esame serve a valutare la presenza di segni spontanei o provocati per ritrovare compromissioni del sistema cocleovestibolare.
Per l’esecuzione dell’esame si utilizza sia la strumentazione audiologica che gli stimolatori per generare artificiosamente la condizione di vertigine. La valutazione dei risultati permette di porre la corretta diagnosi.


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Accumulo in eccesso di cerume all'interno dell'orecchio che forma il "tappo di cerume"

Il cerume è il prodotto di secrezione di specifiche ghiandole presenti nella pelle che riveste il condotto uditivo esterno. Viene prodotto molto lentamente ed ha la funzione di proteggere l’orecchio, perchè possiede un debole potere battericida.
Spesso accade che il cerume si accumula in eccesso nel condotto e forma il tappo. Quando il materiale ceruminoso arriva a chiudere il condotto uditivo c’è riduzione dell’udito, rimbombo della propria voce e notevole fastidio. In alcuni casi il paziente lamenta acufeni , vertigini e dolore alle tempie, pensa di avere una malattia importante, e invece ha semplicemente un accumulo di cerume nell'orecchio. Il cerume facilmente si espande dopo un bagno o una doccia.
Se si cerca questo argomento in Internet si trovano parecchie persone che si prodigano in consigli per togliere il cerume. Vi suggerisco di lasciar perdere tutti questi consigli e vi spiego i motivi.
Occorre subito precisare che la rimozione del tappo di cerume è una manovra che, se si vuole farla bene, una persona non può fare su sé stessa.
Il primo passo da compiere è guardare se il cerume è presente nell'orecchio. La manovra per vedere dentro al condotto uditivo si chiama otoscopia e deve essere fatta da un medico abituato a guardare in un orecchio. Non è fondamentale che sia uno specialista; l’importante è che sia un medico e che utilizzi un buon otoscopio.
Un luogo comune da sfatare è la percezione uditiva. Per molti il sentire poco è sinonimo di presenza di cerume nell'orecchio. Non è affatto vero. E' possibile che ci sia del cerume ma è anche possibile una iniziale ipoacusia. Le cause di diminuzione dell'udito sono moltissime. Una perdita uditiva in un solo orecchio non deve essere trascurata pensando che sia il solito tappo. Se si avverte di non sentire bene da un orecchio per prima cosa dovete farvi vedere da un medico. Spesso è il medico di famiglia a dirvi che avete un tappo di cerume. Se il tappo non fosse presente e sentite poco è utile rivolgersi ad un otorinolaringoiatria per una visita con esame audiometrico.

Se il medico ha accertato la presenza del tappo di cerume, occorre toglierlo. Per l'estrazione è preferibile affidarsi ad uno specialista. Le tecniche di rimozione sono più di una. E' compito dello specialista cercare la tecnica più idonea per quel tipo di cerume.
Per esempio il cerume molto cremoso può essere rimosso con l’aspiratore o col lavaggio con acqua tiepida.

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La visita pneumologica viene eseguita per escludere, diagnosticare o controllare un disturbo a carico dei bronchi e dei polmoni

La prima visita pneumologica consiste nella iniziale valutazione clinica ed eventualmente strumentale dei segni e sintomi riferibili a patologie dell’apparato respiratorio.
La prima visita pneumologica è un momento importante per il paziente respiratorio in quanto lo specialista valuta i segni e sintomi riferiti da paziente e li inquadra finalizzandoli alla diagnosi e al trattamento di eventuali malattie dell'apparato respiratorio, acute e croniche.

La visita pneumologica può evidenziare o far sospettare una delle principali patologie di cui si occupa lo pneumologo come:
Asma bronchiale
BPCO
Versamento pleurico
Bronchite acuta
Polmonite


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La visita proctologica è la risposta più rapida ed efficace in presenza di sintomi anorettali (spesso invalidanti) quali dolore, sanguinamento, prurito, comparsa di tumefazioni, secrezioni purulente, alterazioni dell'alvo, ingrossamento della prostata

Che cos'è la visita proctologica
La visita proctologica consiste in due momenti:
un colloquio tra paziente e Proctologo, in cui il paziente descrive tutti i sintomi per cui ha deciso di consultare lo specialista;
un'ispezione esterna ed interna del canale anale per la Diagnosi delle presunte patologie ano-rettali.
È indispensabile per la diagnosi della patologia emorroidaria, delle ragadi, del prolasso rettale, del rettocele e di altre patologie rettali. La visita proctologica e l'esplorazione rettale digitale della prostata si esegue anche per la prevenzione di prostatiti e per la diagnosi del tumore della prostata. È bene eseguire una visita proctologica appena compaiono i sintomi, perché questi potrebbero anche essere legati a una Patologia tumorale, e in generale è utile come visita di controllo per la prevenzione dei tumori maschili.


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La visita reumatologica è la valutazione specialistica di un reumatologo il quale si occupa di patologie come: artriti, artrosi, artrite reumatoide e anche osteoporosi

La visita è fondamentale per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie reumatiche. Tali malattie possono interessare principalmente il tessuto connettivo, le articolazioni e le ossa ma, in casi più gravi, può colpire anche gli organi come cuore, cervello, polmone e intestino.
Quindi, l’obiettivo della visita è quello di individuare la malattia reumatica e formulare la cura più appropriata.

Le cause di molte malattie reumatiche sono ancora in gran parte sconosciute, anche se si è orientati verso una combinazione di fattori genetici ed ambientali.
Le malattie reumatiche vengono suddivise in:
• Reumatismi infiammatori (artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, la spondilite anchilosante)
• Reumatismi degenerativi (l’artrosi)
• Reumatismi metabolici (la gotta)
I sintomi delle malattie reumatiche si possono presentare in modi diversi: dolore delle articolazioni, stanchezza, febbre e in alcuni casi si manifestano con il segno delle “mani bianche”, sintomo tipico del fenomeno di Raynaud.

La prima fase della visita reumatologica prevede un’indagine completa, da parte dello specialista, al fine di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili riguardanti il paziente: alimentazione, situazione clinica presente e passata, malattie presenti in famiglia, livello di attività fisica, vizio del fumo, assunzione di farmaci.
Successivamente si passa ad analizzare i sintomi e i disturbi lamentati del paziente.
Dopo aver raccolto la storia e visitato il paziente, per orientarsi meglio sul tipo di malattia e per differenziarla da altre, il reumatologo potrà richiedere ulteriori analisi di laboratorio o esami diagnostici di approfondimento, come:
• esami del sangue
• radiografie
• elettrocardiogramma e/o ecocardiogramma
• TAC
• risonanza magnetica

Inoltre, nel caso ce ne sia necessità, il reumatologo potrà eseguire esami specifici quali:
• Artrocentesi: consiste nel prelevare il liquido che si è formato nell’articolazione;
• Ecografia articolare: metodica diagnostica non invasiva utilizzata per “vedere” le strutture articolari ed eventuali alterazioni, tramite l’utilizzo degli ultrasuoni.
• Infiltrazione articolare: una manovra tramite la quale si inietta una soluzione medicamentosa nell’articolazione sofferente, in genere cortisone o acido ialuronico

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La visita Tricologica è indicata per tutti coloro che hanno problemi di caduta dei capelli, alopecia areata e capelli fragili

La visita tricologica permette di determinare eventuali anomalie che riguardano cuoio capelluto e capelli e che possono eventualmente portare alla caduta dei capelli, tra queste: capelli grassi, secchi, forfora, follicolite, dermatiti e alopecia. Attraverso la visita, il tricologo è in grado di individuare l’anomalia e potrà proporre una terapia adatta da seguire per risolvere il problema. È importante ricordare che determinare le cause scatenanti con certezza è il primo passo per procedere verso l’eliminazione e la normalizzazione della patologia.

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La visita urologica è una visita medica che viene effettuata dall'urologo, ovvero dal medico specialista nello studio e nella cura delle malattie dell'apparato urinario.

L'urologia è quella branca della medicina interna che studia e cura i problemi a carico del tratto urinario di entrambi i sessi e dell'apparato riproduttivo maschile.

L'urologo, quindi, è un medico internista specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle malattie che interessano l'apparato urinario dell'uomo e della donna e gli organi deputati, nell'uomo, alla riproduzione (pene, prostata, testicoli e vescicole seminali).

La visita specialistica dall’urologo è quasi sempre vissuta in modo assai imbarazzante, soprattutto per gli uomini, ma non si tratta di una procedura certo dolorosa e neppure invasiva.

La visita urologica viene generalmente richiesta dal proprio medico di medicina generale per accertare: disturbi della minzione (l’atto di espulsione dell’urina), infezioni delle vie urinarie (uretra, vescica, ureteri, reni), calcolosi delle vie urinarie (uretra, vescica, ureteri, reni), disturbi legati alle funzioni degli organi genitali (funzioni sessuali e riproduttive), neoplasie (tumori) della prostata nel maschio e altre degli organi dell’apparato urinario maschile e femminile, ipertrofia prostatica benigna, prostatiti acute e croniche, infezioni genitali maschili e femminili, infertilità di coppia e deficit dell’erezione.

Vi sono ovvie differenze se a sottoporsi alla visita è un uomo o una donna.

Visita urologica per l'uomo
La visita consiste da parte dell'Urologo nella valutazione del basso addome e della zona genitale esterna. Fondamentale importanza ancora ai giorni nostri è l’esecuzione dell’esplorazione rettale (palpazione della prostata dal canale rettale introducendo il dito indice coperto dal guanto di lattice). Questo esame permette in maniera rapida all’urologo di conoscere la grandezza della ghiandola, la presenza di eventuali aree di consistenza aumentata riferibili alla presenza di neoplasie maligne e nei giovani la presenza di ghiandola dolenti e “calde” riferibili a infiammazioni in atto (prostatiti).
Esame delle urine, uroflussimetria, ecografie dell’apparato urinario/genitale e determinazione del PSA nel sangue sono utili complementi alla visita e vengono eventualmente richiesti dall’urologo che ne valuterà gli esiti successivamente insieme al paziente.
Per un’efficace prevenzione delle malattie della prostata è consigliabile che i maschi di età superiore a 50 anni si sottopongano almeno una volta l'anno a una visita urologica.

Visita urologica per la donna
La visita urologica per la donna è molto simile alla visita ginecologica. E’ molto utile per valutare la presenza di prolassi (ovvero discesa degli organi dalla loro sede naturale) della vescica associati a quelli uterini e nella valutazione preliminare di eventuale incontinenza urinaria. Capita spesso che per indagare meglio gli organi dell’apparato urinario l’urologo richieda una successiva ecografia del basso addome con o senza sonda intravaginale.
Per una visita urologica, sia maschile che femminile, non è necessaria alcuna preparazione particolare. La durata media di una visita specialistica è 20 minuti e subito dopo si possono riprendere le normali attività quotidiane.

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Visita Urologica prettamente indicata per chi ha problemi alla Prostata.

Cos'è la Prostata?

La prostata è una piccola ghiandola, eppure è molto importante per la salute di ogni uomo e non può essere ignorata. Disturbi e disagi alla prostata possono presentarsi ad ogni età.

La sua è una posizione "centrale", fa parte del sistema urinario e riproduttivo dell'uomo, si trova al di sotto della vescica e circonda l'uretra. Tra le sue funzioni principali c'è la produzione di liquido seminale.

La funzione della prostata è quella di produrre ed emettere il liquido seminale, uno dei costituenti dello sperma, che contiene gli elementi necessari a nutrire e trasportare gli spermatozoi. La prostata produce un liquido ricco di proteine e sali minerali, che è coinvolto sia nella protezione sia nel nutrimento degli spermatozoi.

La prostata svolge anche un ruolo nel controllare il flusso di urina. Le fibre muscolari della prostata circondano all'uretra e sono sotto il controllo del sistema nervoso involontario. La contrazione di tali fibre causa un rallentamento o anche un arresto del flusso di urina.

Quando compaiono i primi segnali di dolore è opportuno andare dal Medico Urologo per effettuare una visita Prostatica accurata.

I sintomi sono legati alle diverse fasi della funzione minzionale e si suddividono in tre gruppi: sintomi della fase di riempimento vescicale, sintomi della fase di svuotamento, sintomi legati alla fase post-minzione.

I sintomi principali sono:

alta frequenza diurna delle minzioni (pollachiuria) o notturna, causando interruzione del sonno (nicturia);
necessità di urinare con urgenza a volte associata perdita involontaria di urina;
getto debole, intermittente con difficoltà ad iniziare la minzione;
sgocciolamento di urina postminzionale;
sensazione di mancato svuotamento della vescica;
sensazione di "disconfort" o "malessere" al basso ventre.

Dopo i 40 anni è importante avere un controllo periodico della prostata tramite una visita prostatica effettuata da un medico specialista Urologo per tenere sotto controllo un problema diffuso negli uomini di una certa età.

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La visita Venereologica è indicata in caso di sospetta malattia a trasmissione sessuale (malattie veneree).

La Venereologia è la Scienza Medico Specialistica connessa alla Dermatologia, che si occupa di Prevenzione e Cura delle Malattie Sessualmente Trasmsissibili e di tutte le Patologie della Cute e delle Mucose genitali.

Le Malattie Sessualmente Trasmissibili, sono in costante aumento in Italia e rappresentano una criticità che non può essere disattesa.

Negli ultimi anni, dopo il boom di informazione sull'AIDS, le informazioni verso i Cittadini hanno subito una inflessione.

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